Alexander von Humboldt (1769-1859) mostrò il più grande interesse per la rappresentazione, in molti modi diversi, della natura. Ha speso una parte considerevole del suo eccezionale valore per fornire ai suoi lavori forne iconografiche di altissima qualità, avvalendosi dei migliori artisti e incisori del suo tempo. Ha anche praticato il disegno e nei suoi libri molte illustrazioni sono basate sugli schizzi che ha realizzato durante il suo viaggio in America negli anni 1799-1804.
Nel 1789 Humboldt conobbe Georg Forster (1754-1794), il naturalista che aveva preso parte, insieme a suo padre Johann Reinhold Forster, al secondo viaggio del capitano James Cook nei Mari del Sud negli anni 1772-1775. Durante il viaggio realizzò varie illustrazioni degli animali osservati durante la spedizione e scrisse il resoconto del viaggio intorno al mondo. Non c'è dubbio che questa conoscenza abbia alimentato l'interesse di Humboldt per le spedizioni e l'illustrazione scientifica. Fonte di ispirazione, a suo avviso, erano anche i dipinti di scenari esotici di William Hodges (1744-1797), l'artista che prese parte insieme ai Forsters nel viaggio di Cook.
Queste ed ulteriori informazioni sono raccolte nell'articolo"ALEXANDER VON HUMBOLDT’S VISUAL SCIENCE" di Francesco Mezzalira, biologo e naturalista, edito nel Bulletin of Environmental and Life Sciences.
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Obiettivo:
Il progetto di cooperazione CHANGE WE CARE, cofinanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), riunisce sei partner italiani e cinque croati con l’obiettivo di sviluppare una metodologia comune di risposta agli effetti dei cambiamenti climatici che interessano ambiti costieri e di transizione, particolarmente vulnerabili.
Lo scopo del progetto è quello di accrescere le conoscenze a scala di bacino ed a livello locale predisponendo e adottando un sistema di pianificazione armonizzata degli interventi di adattamento agli scenari evolutivi climatici con un approccio multidisciplinare, coinvolgendo i portatori di interesse di profilo economico, istituzionale, ambientale, in funzione delle esigenze del territorio.
La zona di interesse comprende a macroscala l’intero arco adriatico. Le attività in situ saranno focalizzate su cinque aree pilota, tra cui il delta del Po, con l’obiettivo di trasferire successivamente le metodologie acquisite a scala di bacino.
Attività:
Le attività sui siti pilota saranno precedute da due fasi conoscitive, estese a tutta l’area di progetto:
la definizione della situazione territoriale odierna, attraverso la raccolta e l’elaborazione integrata dei dati disponibili relativi allo stato dell’ambiente e alla dinamica dei flussi di scambio tra terra e mare che interessano le coste,
l’analisi dell’evoluzione delle varianti climatiche e dei mutamenti attesi sui descrittori e indicatori ambientali.
Saranno quindi ipotizzati diversi scenari di evoluzione dei parametri fisici, idrologici, morfologici, geomorfologici ed ecologici degli ambienti costieri.
Successivamente saranno elaborati nei cinque siti pilota piani di adattamento ai cambiamenti climatici, corredati da proposte di interventi strutturali, indirizzati alla “resilienza” alle variazioni in atto, sia sotto il profilo ambientale che socio-economico.
Con Circolare del Ministero Ambiente del 21 gennaio 2019 recante "Linee guida per la gestione operativa degli stoccaggi negli impianti di gestione dei rifiuti e per la prevenzione dei rischi", il Dicastero dell'Ambiente regolamenta criteri operativi e gestionali per prevenire, o quanto meno a ridurre, i rischi connessi allo sviluppo di incendi presso impianti che gestiscono rifiuti.
Realizzata in collaborazione con il Dipartimento VV.F. cerca di rispondere ai frequenti e gravi e frequenti episodi di incendi in impianti di trattamento di rifiuti.
La Circolare annulla e sostituisce il Documento prot. 4064 del 15/03/18 che aveva apprestato una prima regolamentazione dei fenomeni di incendi negli impianti di trattamento e smaltimento di rifiuti sotto il profilo dell'impegno di risorse e di operazioni di spegnimento da parte dei vigili del fuoco, di interventi di tutela della popolazione, di monitoraggi ambientali e di investigazioni.
In questa Circolare, che si pone in ottica di revisione del Documento prot. 4064 del 15/03/18 sono state coinvolte anche le amministrazioni regionali e le agenzie ambientali già interessate nella fase preliminare, per un'ottimizzazione ed aggiornamento dei relativi contenuti.
Ricerca & Innovazione Premio Horizon del Consiglio Europeo dell'Innovazione - combustibili solari: fotosintesi artificiali. La sfida è costruire un prototipo completamente funzionale di un sistema basato sulla fotosintesi artificiale in grado di produrre un combustibile sintetico.
La fotosintesi artificiale è ampiamente considerata tra le nuove tecnologie più promettenti per fornire alternative sostenibili alle attuali forniture di carburante. Grazie alla sua capacità di utilizzare una combinazione di luce solare, acqua e carbonio dall'aria per produrre energia, la fotosintesi artificiale è considerata una potenziale tecnologia energetica rivoluzionaria. Può essere utilizzata per produrre idrogeno o combustibili a base di carbonio (collettivamente denominati "combustibili solari") che offrono un mezzo di stoccaggio dell'energia solare efficiente e trasportabile. L'energia solare, a sua volta, può essere utilizzata come alternativa ai combustibili fossili e come materia prima per una vasta gamma di processi industriali. Il dispositivo da costruire deve integrare l'intero processo, dall'acquisizione della luce alla produzione di carburante, ed essere in grado di alimentare un piccolo motore. Non è consentita la produzione di combustibile sotto forma di idrogeno e l'uso di celle fotovoltaiche convenzionali. Ai fini di questo premio, la fotosintesi artificiale (AP) è intesa come un processo che mira a imitare la chimica fisica della fotosintesi naturale assorbendo l'energia solare sotto forma di fotoni.
Scade 03/02/2021
