UNIBicocca: Progetto Micro-Val

pollution 4855507 1920

Micro-Val è il progetto di ricerca dell’Università di Milano-Bicocca per la messa a punto di un processo sostenibile per il riciclo della plastica a base di polietilene presente all’interno della frazione organica dei rifiuti urbani
Liberare i rifiuti organici dai residui di plastica a base di polietilene grazie ai batteri in grado di “digerirla”. È l’obiettivo di Micro-Val (MICROrganismi per la VALorizzazione di rifiuti della plastica), il progetto ideato da un team tutto al femminile dell’Università di Milano-Bicocca, guidato da Jessica Zampolli, assegnista di ricerca presso il laboratorio di Microbiologia diretto dalla professoressa Patrizia Di Gennaro del Dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze.
Il 65 per cento dei composti plastici prodotti globalmente è rappresentato dalle plastiche a base di polietilene, sia per le ottime caratteristiche chimico-fisiche e meccaniche, sia per i bassi costi di produzione del materiale.
Purtroppo, questi materiali plastici contaminano anche i rifiuti organici, nella fase della loro raccolta differenziata. Spesso, infatti, per errore i materiali non biodegradabili si ritrovano nei rifiuti dell’umido perché non vengono correttamente differenziati all’origine.

«Una soluzione per la riduzione di queste plastiche che contaminano i rifiuti organici urbani – spiega Jessica Zampolli – è la rottura e la trasformazione delle catene del polimero. Questo processo può avvenire grazie all’utilizzo di microrganismi in grado di biotrasformare e biodegradare, almeno parzialmente, il polietilene».
Micro-Val si articolerà in due fasi. Le prove in laboratorio serviranno a studiare le proprietà dei batteri mangia-plastica e a valutarne la loro efficacia per liberare la frazione organica dei rifiuti solidi urbani (FORSU) dalla componente di rifiuto indesiderato, costituita per lo più da polietilene (circa 5 per cento). Nella seconda fase, il team di ricerca verificherà la possibilità di applicare il trattamento biologico per uno scale-up in un impianto in collaborazione con un’azienda leader nel settore del recupero e il riciclo di rifiuti.

INFO

Mezzalira: La scienza visiva di Von Humboldt

VonHumboldt

Alexander von Humboldt (1769-1859) mostrò il più grande interesse per la rappresentazione, in molti modi diversi, della natura. Ha speso una parte considerevole del suo eccezionale valore per fornire ai suoi lavori forne iconografiche di altissima qualità, avvalendosi dei migliori artisti e incisori del suo tempo. Ha anche praticato il disegno e nei suoi libri molte illustrazioni sono basate sugli schizzi che ha realizzato durante il suo viaggio in America negli anni 1799-1804.
Nel 1789 Humboldt conobbe Georg Forster (1754-1794), il naturalista che aveva preso parte, insieme a suo padre Johann Reinhold Forster, al secondo viaggio del capitano James Cook nei Mari del Sud negli anni 1772-1775. Durante il viaggio realizzò varie illustrazioni degli animali osservati durante la spedizione e scrisse il resoconto del viaggio intorno al mondo. Non c'è dubbio che questa conoscenza abbia alimentato l'interesse di Humboldt per le spedizioni e l'illustrazione scientifica. Fonte di ispirazione, a suo avviso, erano anche i dipinti di scenari esotici di William Hodges (1744-1797), l'artista che prese parte insieme ai Forsters nel viaggio di Cook.
Queste ed ulteriori informazioni sono raccolte nell'articolo"ALEXANDER VON HUMBOLDT’S VISUAL SCIENCE" di Francesco Mezzalira, biologo e naturalista, edito nel Bulletin of Environmental and Life Sciences.
Scarica articolo

Scimmia

Regione Veneto: Interreg Change we care

Interreg IT HR2019Obiettivo:
Il progetto di cooperazione CHANGE WE CARE, cofinanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), riunisce sei partner italiani e cinque croati con l’obiettivo di sviluppare una metodologia comune di risposta agli effetti dei cambiamenti climatici che interessano ambiti costieri e di transizione, particolarmente vulnerabili.
Lo scopo del progetto è quello di accrescere le conoscenze a scala di bacino ed a livello locale predisponendo e adottando un sistema di pianificazione armonizzata degli interventi di adattamento agli scenari evolutivi climatici con un approccio multidisciplinare, coinvolgendo i portatori di interesse di profilo economico, istituzionale, ambientale, in funzione delle esigenze del territorio.
La zona di interesse comprende a macroscala l’intero arco adriatico. Le attività in situ saranno focalizzate su cinque aree pilota, tra cui il delta del Po, con l’obiettivo di trasferire successivamente le metodologie acquisite a scala di bacino.

Attività:
Le attività sui siti pilota saranno precedute da due fasi conoscitive, estese a tutta l’area di progetto:

la definizione della situazione territoriale odierna, attraverso la raccolta e l’elaborazione integrata dei dati disponibili relativi allo stato dell’ambiente e alla dinamica dei flussi di scambio tra terra e mare che interessano le coste,
l’analisi dell’evoluzione delle varianti climatiche e dei mutamenti attesi sui descrittori e indicatori ambientali.
Saranno quindi ipotizzati diversi scenari di evoluzione dei parametri fisici, idrologici, morfologici, geomorfologici ed ecologici degli ambienti costieri.

Successivamente saranno elaborati nei cinque siti pilota piani di adattamento ai cambiamenti climatici, corredati da proposte di interventi strutturali, indirizzati alla “resilienza” alle variazioni in atto, sia sotto il profilo ambientale che socio-economico.

Info