MV: Mostra entomologica

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ODAF: Seminario ingegneria naturalistica

L'Ordine degli Agronomi e Forestali della Provincia di Vicenza organizza Il seminario Teorico/pratico di Ingegneria Naturalistica aperto a tutti

2023SeminarioAgronomi

Programma 

1) OPERE DI SOSTEGNO E DI PROTEZIONE DALLA CADUTA MASSI
2) STABILIZZAZIONE, PROTEZIONE ANTIEROSIVA E ANTI-INTRUSIVA CON GEOCOMPOSITI E ANCORAGGI LEGGERI
3) GESTIONE ED EFFICIENTAMENTO DELLE RISORSE IDRICHE TRAMITE GEOSINTETICI E SISTEMI IN RETE A DOPPIA TORSIONE
4) SOLUZIONI ECO-COMPATIBILI PER PAVIMENTAZIONI NATURALI IN AMBITO CICLOVIE, STRADE BIANCHE E VIABILITA’ FORESTALE

2023SeminarioAgronomib1

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Piante e habitat di Asiago

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Le piante viste come tessere di un mosaico, singoli tasselli che, associandosi tra loro in base alla pressione operata dai fattori ambientali, uomo compreso, costituiscono aggregazioni più o meno composite a definire habitat. E questi, su una scala ancora maggiore, si giustappongono a formare il paesaggio vegetale nella sua complessità. È questa la chiave di lettura con cui «Piante e habitat dell’Altopiano di Asiago» si prefigge di illustrare la ricchezza e la bellezza della flora altopianese, non limitandosi ad elencarne le specie, ma evidenziandone la tendenza ad aggregarsi formando comunità. Un’opera destinata a un pubblico vario e non specialistico, ampiamente supportata da foto e da un linguaggio semplice che tuttavia veicola contenuti rigorosi. Diciannove gli habitat altopianesi illustrati e descritti, ciascuno seguito dalle foto delle specie caratteristiche; a completare l’opera, una guida fotografica in formato e-book per conoscere e riconoscere oltre 900 specie diffuse nell’Altopiano, ma utilizzabile anche altrove, dato che l’ampia distribuzione di gran parte di esse include molti altri gruppi montuosi. Per tutti gli habitat, ma anche per numerose specie, vengono fornite indicazioni geografiche utili a favorirne l’osservazione sul territorio.  

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BV: Censimento garzaie triveneto

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Nel corso del 2019 si è svolto il censimento simultaneo delle colonie di Ardeidi coloniali e cormorani presenti nel Veneto, nelle province di Trento e Bolzano e in Friuli-Venezia Giulia, analogamente a quanto effettuato nel 2017. Di seguito si presentano in sintesi i risultati ottenuti.
Secondo la modalità proposta, ovvero quella di una collaborazione collettiva tra tutti i gruppi e le associazioni che operano a livello locale, hanno aderito a questa iniziativa le diverse realtà di Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia: Astore-FVG, Arbeitsgemeinschaft für Vogelkunde und Vogelschutz Südtirol, Associazione Faunisti Veneti, Associazione Culturale Naturalistica Sagittaria, Associazione Verona Birdwatching, Associazione Venezia Birdwatching, Dolomiti BW, Gruppo Nisoria, LIPU sezioni di Padova e di Venezia, Museo delle Scienze di Trento.

Lo sforzo congiunto di decine di rilevatori sparsi in tutto il Triveneto ha consentito, anche per il 2019, il censimento di tutte le garzaie presenti nelle tre regioni. I risultati confermano la ricchezza di specie (10 quelle certamente nidificanti) e l’abbondanza delle popolazioni, con circa 9.000 coppie stimate.
La disponibilità di un analogo censimento effettuato nel 2017 permette alcune considerazioni preliminari:
1. la dimensione totale della popolazione di Ardeidi e Falacrocoracidi nidificante è aumentata di quasi il 18%;
2. delle dieci specie certamente nidificanti, sette sono incluse nell’Allegato I della Direttiva 2009/147 Uccelli;
3. a parte l’airone bianco maggiore, che continua a nidificare con numeri del tutto trascurabili, tutte le specie risultano stabili o in aumento;
4. continua l’incremento sia del cormorano che del marangone minore, che insieme contano ora circa 3100 coppie, quindi un terzo del totale. Per il marangone minore si osserva un forte incremento (+50%) anche nel numero di colonie, presenti ora in sette province;
5. infine, si ritiene che i risultati del censimento 2019 qui esposti possano contribuire alla conoscenza e soprattutto alla protezione di quelle vere e proprie emergenze naturalistiche costituite dalle garzaie presenti nel Triveneto. La necessità di un regolare programma di monitoraggio pluriennale appare sempre più evidente; ci si augura pertanto che, a differenza di quanto finora accaduto, ciò possa concretizzarsi nel breve periodo.

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