Ecotox: Ricerca e applicazione di metodologie ecotossicologiche

“Ricerca e Applicazione di Metodologie Ecotossicologiche, impossibile farne a meno: ragioni scientifiche e di gestione operativa”

26-28 NOVEMBRE 2024 - Camera di Commercio – Livorno
26 novembre (h. 10.00-18.30), 27 novembre (h. 9.00-18.00), 28 novembre (h. 9.00 -12.30) - Camera Commercio Livorno

A distanza di oltre 20 anni dalla prima edizione, questa undicesima edizione vorrebbe inaugurare una modalità di discussione ancora più aperta, offrendo la possibilità anche a chi non ha effettuato specifiche ricerche scientifiche ma è interessato alla problematica della sessione, di presentare preventivamente in forma scritta osservazioni o domande. A questo proposito vi chiediamo di inviarci in anticipo domande e spunti di riflessione relativi ai diversi temi trattati in ciascuna sessione (format in calce). Questo ci permetterà di organizzare una discussione armoniosa e produttiva, rendendo il nostro incontro ancora più fruttuoso.
Ogni sessione tratterà una tematica diversa, sottolineando anche gli aspetti di carattere formativo ed operativo, finalizzato a trasferire ai partecipanti indicazioni per una maggiore garanzia della qualità del dato e per un allineamento affidabile di metodi e criteri di valutazione da parte della rete dei laboratori pubblici e privati attivi sull’intero territorio nazionale.
Ciascuna sessione verrà presentata dai coordinatori con una breve introduzione, a cui seguiranno i contributi dei partecipanti sottoforma di comunicazioni e poster; a seguire il programma preliminare con il nome dei relatori degli interventi in semplice ordine alfabetico, da riordinare con gli specifici orari nel programma definitivo

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CE: Il Consiglio Ambiente dell’UE adotta il regolamento sul ripristino della natura (NRL)

La cosiddetta legge sul ripristino della natura (Nature restoration law) dopo essere stata approvata lo scorso marzo dal Parlamento europeo, è stata approvata anche dal Consiglio Ue. Determinante, per raggiungere la maggioranza qualificata del 65 per cento richiesta, il cambio di orientamento dell’Austria, che ha votato a favore. Contrari invece Ungheria, Polonia, Paesi Bassi, Finlandia, Svezia e Italia, astenuto il Belgio. Il Parlamento europeo e il Consiglio avevano precedentemente concordato il testo di questo regolamento europeo durante i negoziati del trilogo nel novembre 2023.
Trattandosi di un regolamento europeo, l’entrata in vigore sarà immediata e non necessiterà di un recepimento da parte dei singoli Stati membri, ai quali invece competerà di sottoporre all’Unione europea specifici piani nazionali di ripristino degli ecosistemi entro il prossimo biennio.
Le foreste, tra i diversi tipi di habitat, mostrano le tendenze in maggior miglioramento. Viceversa, il maggior numero di tendenze al deterioramento riguarda i prati e i pascoli, gli habitat dunali, le torbiere, gli acquitrini e le paludi.
Oltre un quarto delle specie presenta un buono stato di conservazione, ovvero un aumento del 4% rispetto al periodo di riferimento precedente (2007-2012). I rettili e le piante vascolari presentano la percentuale più alta di buono stato di conservazione.
Mentre il 6% delle specie con uno stato di conservazione sfavorevole mostra una tendenza al miglioramento, il 35% mostra una tendenza al peggioramento.
Di fronte a questo scenario, nel 2020 la Commissione Europea ha presentato la prima bozza della Regolamento europeo per il ripristino della natura, che dopo un lungo e complicato percorso, è stata approvata lo scorso 27 febbraio dal Parlamento dell’Unione Europea, con 329 voti favorevoli, 275 contrari e 24 astensioni. 
Il Regolamento mira a garantire il ripristino degli ecosistemi degradati in tutti i Paesi dell'UE e al tempo stesso contribuire al raggiungimento degli obiettivi europei in materia di clima e biodiversità e migliorare la sicurezza alimentare. Per conseguire gli obiettivi fissati dall'UE, entro il 2030 gli Stati membri dovranno ripristinare il buono stato di salute di almeno il 30% degli habitat (foreste naturali o piantate, praterie, torbiere, zone umide, fiumi, laghi, dune costiere, …) che attualmente versano in uno stato di conservazione cattivo o inadeguato. Questa percentuale dovrà poi raggiungere il 60% entro il 2040 e il 90% entro il 2050. 
Inoltre, ogni Paese membro dell’UE dovrà adottare un proprio piano nazionale di ripristino della natura, che indichi nel dettaglio gli strumenti, inclusi quelli finanziari, con cui intendono raggiungere gli obiettivi.

Ogni Paese dovrà decidere, anche con il supporto della comunità scientifica, a quali habitat dare priorità negli interventi di ripristino, anche se il Regolamento specifica che fino al 2030 la priorità andrà accordata ai siti della rete Natura 2000, ossia alle aree protette secondo la Direttive Habitat e la Direttiva Uccelli, che rappresentano ormai un quinto del territorio nazionale e un quinto del territorio dell’Unione Europea. I Paesi dell’UE sono chiamati a garantire che le zone ripristinate non tornino a deteriorarsi in modo significativo. 

Per migliorare la biodiversità negli habitat agricoli, i paesi dell'UE dovranno registrare progressi in almeno due di questi tre indicatori:
-Numerosità delle specie e delle popolazioni di farfalle comuni;
-percentuale di superficie agricola con elementi caratteristici del paesaggio con elevata diversità (come le fasce tampone, i terreni a riposo all'interno di piani rotazione, siepi, alberi singoli o gruppi di alberi, filari arborei, margini dei campi, fossati, ruscelli, zone umide, terrazze, muretti in pietra, piccoli stagni ed elementi culturali;
-gli stock di sostanza organica e quindi di carbonio organico nei terreni coltivati. 
Inoltre i Paesi dovranno anche adottare misure per migliorare l'indicatore sull'avifauna, dato che gli uccelli tipici delle ree agricole sono un ottimo indicatore dello stato di salute generale della biodiversità.

Vai all'articolo del CIRF

VA: Crediti di carbonio in agricoltura

Corso di formazione: Crediti di carbonio in agricoltura: calcolo, valorizzazione , certificazione

I crediti di carbonio in agricoltura rappresentano una delle strategie per mitigare il cambiamento climatico. Questa pratica permette agli agricoltori di generare crediti di carbonio attraverso l'adozione di pratiche agricole sostenibili che riducono o sequestrano le emissioni di gas serra. Ecco una panoramica di come funzionano e perché sono importanti:

Cos'è un credito di carbonio?
Un credito di carbonio rappresenta una tonnellata di anidride carbonica equivalente (CO₂e) che è stata rimossa dall'atmosfera o che non è stata emessa grazie a un progetto specifico. Questi crediti possono essere venduti sul mercato del carbonio a entità che devono compensare le loro emissioni.

Come funziona in agricoltura?
In agricoltura, i crediti di carbonio possono essere generati attraverso varie pratiche sostenibili, tra cui:

Agricoltura di conservazione: Tecniche come la minima lavorazione del suolo (no-till) e la semina diretta riducono il disturbo del suolo, aumentando la sua capacità di immagazzinare carbonio.
Rotazione delle colture e colture di copertura: Queste pratiche migliorano la salute del suolo e la sua capacità di sequestrare carbonio.
Gestione del pascolo: Una gestione efficace del pascolo può migliorare la sequestro di carbonio nel suolo.
Agroforestazione: L'integrazione di alberi nelle pratiche agricole può aumentare il sequestro di carbonio attraverso la biomassa degli alberi e il suolo.
Uso efficiente dei fertilizzanti: Ridurre l'uso di fertilizzanti azotati e ottimizzare le pratiche di fertilizzazione può ridurre le emissioni di protossido di azoto, un potente gas serra.

L’iniziativa formativa di Veneto Agricoltura rientra nel Programma di formazione dei consulenti che operano o intendono operare nell’ambito della Misura 2 PSR “Servizi di consulenza, di sostituzione e di assistenza alla gestione delle aziende agricole”. In particolare,  l’argomento sviluppato attraverso l’iniziativa formativa fa riferimento agli Ambiti di consulenza 2, 5 e 8 previsti dal PSR. 

DURATA E MODALITÀ DI SVOLGIMENTO
Il corso della durata complessiva di 8 ore viene svolto in due incontri: 1 incontro (4 ore) “in presenza” presso la sede di Veneto Agricoltura in Viale dell’Università 14, Legnaro (PD) e 1 incontro (4 ore) online “Formazione a distanza (FaD)”.

DESTINATARI
L’iniziativa si rivolge a tecnici e consulenti che operano o intendono operare nel campo della consulenza alle imprese del settore primario.

Venerdì 5 Luglio  dalle ore 9.00 alle ore 13.00
Inquadramento generale delle emissioni climalteranti con particolare riferimento al settore agricolo

Il contesto politico, normativo ed economico riguardante il cambiamento climatico e il contenimento delle emissioni ad effetto serra
Il contributo dell’agricoltura al cambiamento climatico e al suo contrasto
Il carbonio nei suoli

Lunedì  8 Luglio dalle ore 9.00 alle ore 13.00

Il contributo del settore agricolo alla mitigazione delle emissioni climalteranti

Crediti e mercato del carbonio
Politiche e misure agricole per il contenimento dei gas climalteranti
Esperienze/casi studio, in Italia e in altri paesi UE ed extra UE
dalle ore 13.00 Sessione extra-time Test di apprendimento per il rilascio dell’attestato di frequenza con profitto

Le lezioni saranno svolte da: Emanuele Vicentini, PhD in Economia e Politica Agraria, esperto in energie rinnovabili e materie ambientali

MODALITÀ DI ISCRIZIONE
L’iscrizione è OBBLIGATORIA e va effettuata esclusivamente ON LINE al seguente link: https://bit.ly/45cFQsK

 

CISBA: Programma corsi 2024

 

Il Consiglio Direttivo ha deliberato il programma formativo per l’anno in corso. Esso si compone di 10 corsi di formazione in presenza, di cui cinque di livello base e cinque di livello avanzato. Accanto a corsi storici -quali quelli sul macrobenthos fluviale, sulle macrofite fluviali o sull’elaborazione statistica dei dati ambientali - vengono proposte occasioni di formazione relative a nuove e interessanti tematiche quali il monitoraggio dell’avifauna in ambiente marino, il riconoscimento dei molluschi di acque salate e di transizione o il benthos di fondi duri marini. Come sempre i corsi verranno organizzati in collaborazione con prestigiosi Istituti di ricerca e con il supporto del Sistema Agenziale e verrà richiesta l’attribuzione dei crediti ECM per i biologi. Il primo corso di formazione del 2024 è di livello avanzato ed è dedicato allo studio degli Oligocheti delle acque dolci; si svolgerà a Verona dal 14 al 17 maggio

Il programma lo trovate su www.cisba.eu     

 

Ecotox: Corso Statistica applicata

 

Per richiedere l'iscrizione compilare il modulo scaricabile qui sotto, da reinviare compilato in tutte le sue parti a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro e non oltre il 20 maggio 2024

Per informazioni contattare 3T Hub Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - 3472740501

Modulo Iscrizione