ISPRA: Rapporto Nazionale Pesticidi nelle Acque

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Segnaliamo la pubblicazione dell’edizione 2016 del Rapporto Nazionale Pesticidi nelle Acque, elaborato su dati 2013-2014.

Il rapporto è costruito sulla base dei dati forniti dalle Regioni e dalle Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente, ma la copertura del territorio non è completa né omogenea soprattutto per quanto riguarda  le regioni centro – meridionali.

Il rapporto è il risultato di una complessa attività che coinvolge le Regioni e le Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente, che effettuano le indagini sul territorio e trasmettono i dati all’ISPRA, che a sua volta svolge un compito di indirizzo tecnico-scientifico e valutazione delle informazioni. Il rapporto presenta i risultati del monitoraggio nazionale dei pesticidi nelle acque superficiali e sotterrane svolto negli anni 2013-2014; i risultati nel dettaglio regionale sono esaminati nella seconda parte del rapporto.

Nel biennio 2013-2014 sono stati analizzati 29.220 campioni per un totale di 1.351.718 misure analitiche, con un sensibile aumento rispetto al biennio precedente.

Sono state trovate 224 sostanze diverse, un numero sensibilmente più elevato degli anni precedenti (erano 175 nel 2012): questo dato indica una maggiore efficacia delle indagini condotte. Gli erbicidi sono ancora le sostanze più rinvenute.

Nel complesso la contaminazione è più ampia nella pianura padano-veneta dove, come già segnalato in passato, le indagini sono generalmente più efficaci. Nelle cinque regioni dell’area, infatti, si concentra poco meno del 60% dei punti di monitoraggio dell’intera rete nazionale.

 

 

Linee guida per la riqualificazione integrata dei corsi d'acqua

Approvate le “Linee guida per la riqualificazione integrata dei corsi d’acqua naturali dell’Emilia-Romagna”, messe a punto con la collaborazione del Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale (CIRF) dalla Giunta della Regione Emilia Romagna.

La pianificazione sulle acque individua azioni tese ad assicurare un buono stato ecologico dei corpi idrici e degli habitat fluviali prevedendo misure di rinaturalizzazione dei corsi d’acqua per ripristinare processi di autodepurazione e apporto alle falde; l’Unione Europea richiede esplicitamente di realizzare una implementazione integrata delle Direttive comunitarie “Alluvioni” e “Acque” per gestire in modo efficace il rischio idrogeologico  raggiungendo al contempo obiettivi di qualità ecologica dei corpi idrici.

La Regione Emilia Romagna ha emanato linee guida regionali concernenti specificamente gli interventi innovativi volti a migliorare le condizioni di rischio idraulico e idromorfologico che permettano di raggiungere in maniera integrata gli obiettivi della Direttiva Alluvioni in materia di gestione del rischio di alluvioni e gli obiettivi della Direttiva Acque di miglioramento dello stato ecologico dei corsi d’acqua; a tal fine ci si è avvalsi della consulenza tecnica del Centro Italiano di Riqualificazione fluviale (CIRF)
Linee guida in questione:
  1. forniscono un insieme di indirizzi che permettono di coniugare buoni livelli di sicurezza territoriale, di qualità ambientale, ecologica e paesaggistica, nonché di qualità delle acque nell’esecuzione delle pratiche di gestione dei corsi d’acqua naturali e delle loro pertinenze, attraverso la descrizione di esempi concreti che tengono conto del contesto dell’attuale stato dei luoghi e che possono costituire un riferimento operativo nella gestione dei corsi d’acqua di competenza regionale;
  2. permetteranno quindi alle diverse strutture tecniche che operano sui corsi d’acqua regionali, di dare risposte progettuali adeguate ai nuovi obiettivi di progettazione integrata fissati dal quadro normativo conseguente alla emanazione delle Direttive comunitarie, delle azioni promosse dallo Stato italiano e alle finalità del sistema della pianificazione di bacino e regionale in materia di gestione dei corsi d’acqua;
  3. hanno anche lo scopo di offrire agli amministratori, ai tecnici ed agli operatori di settore e del territorio in generale indirizzi e modelli da applicare e da tenere a guida nell’esercizio delle diverse funzioni ed attività inerenti la gestione del reticolo idrografico

E' possibile scaricare il documento in questo link: http://www.cirf.org/download/cirfdocs/linee_guida.pdf

 
 
 

Indicazioni regionali sui requisiti di qualità dei Contratti di fiume per il Veneto

Deliberazione della Giunta Regionale n. 1938 del 23 dicembre 2015 

Contratti di fiume. Indicazioni regionali sui requisiti di qualità dei Contratti di fiume per il Veneto. L.R. 5 aprile 2013, n. 3, art. 42.

Con il presente provvedimento si da una prima impostazione al quadro dispositivo regionale in materia di Contratti di fiume, riconoscendo la validità di tale istituto di gestione condivisa del bene collettivo acqua.

I Contratti di fiume rientrano in una strategia mondiale: il World Water Forum definisce, già nel 2000, i Contratti di fiume come forme di accordo che permettono di "adottare un sistema di regole in cui i criteri di utilità pubblica, rendimento economico, valore sociale e sostenibilità ambientale intervengono in modo paritario nella ricerca di soluzioni efficaci per la riqualificazione di un bacino fluviale".

La normativa comunitaria in materia di acqua e di suolo riconosce nell'approccio partecipativo dal basso, quali i Contratti di fiume, un innovativo strumento di governance. In conformità con tale orientamento, i Contratti di fiume ripropongono una gestione condivisa del bene collettivo acqua, attraverso la partecipazione di tutti gli attori locali interessati alla risorsa idrica, che vi aderiscono su base volontaria.

Scarica la DGR 1938 e allegati al link: http://bur.regione.veneto.it/BurvServices/Pubblica/DettaglioDgr.aspx?id=314261