Il rapporto "Rischi ambientali degli insetticidi neonicotinoidi", pubblicato il 12 gennaio 2017, esamina gli studi a partire dal 2013, quando è stato adottato un bando parziale a tre neonicotinoidi (clothianidin, imidacloprid e thiamethoxam) da parte dell’Unione europea, ora in fase di revisione. Greenpeace, sulla base a questi risultati, chiede alla Commissione europea un bando totale dei neonicotinoidi e la promozione di metodi di agricoltura ecologica.
"Le evidenze del contributo dei neonicotinoidi al declino delle api sono maggiori ora di quando venne adottato il bando parziale. Oltre alle api, queste sostanze possono essere plausibilmente legate al declino di farfalle, uccelli e insetti acquatici. Vista l’estensione del danno ambientale è prudente estendere il raggio d’azione dell’attuale bando europeo" commenta Dave Goulson, professore di biologia, considerato uno dei maggiori esperti europei dell’ecologia dei bombi.
Nel 2013 l’Unione europea decise un bando parziale a tre neonicotinoidi in seguito alla valutazione dell’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) secondo cui questi tre insetticidi erano pericolosi per le api. Al tempo stesso, l’UE richiedeva ai produttori di fornire ulteriori evidenze sugli impatti di queste sostanze: sulla base di questi studi, l’EFSA ha confermato, nel novembre 2016, che tutti gli usi autorizzati di imidacloprid (prodotto da Bayer) e clothianidin (Bayer, Sumitomo, Chemical Takeda) pongono un elevato rischio o che questo non può essere escluso. Nel caso del thiamethoxam, la Syngenta non ha fornito gli studi addizionali richiesti per prendere in considerazione l’eliminazione del bando.




