MiSE: Portale incentivi

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Dal 2 giugno è online il portale incentivi.gov.it, nella sua nuova veste, il motore di ricerca dei contributi statali e dei finanziamenti pubblici per le imprese, finanziati dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal PNRR.

Il portale permette di far conoscere a PMI e Startup, autonomi e professionisti, aspiranti imprenditori giovani e donne, tutti gli incentivi , per favorire la nascita e la crescita delle iniziative imprenditoriali e professionali.
Una dettagliata classificazione delle misure permette di scegliere l’incentivo di proprio interesse ed approfondirne i passaggi per l’accesso diretto, seguendo uno dei percorsi guidati:

-per profilo (aspiranti imprenditori, imprese e professionisti, enti, cittadini);
-per parola chiave;
-per categorie di interesse (startup, innovazione, digitalizzazione);
-per filtro di esplorazione del catalogo.


Ogni incentivo è corredato da scheda sintetica con informazioni di dettaglio (sintesi della misura, a chi si rivolge, cosa prevede, data di chiusura e apertura del bando, tipologia d’impresa che può richiedere il contributo, specifiche tecniche e costi ammessi, ambito territoriale, istruzioni per la modulistica e riferimenti per la compilazione della domanda).

In una prima fase il portale consente di trovare tutte le misure del MiSE correlandosi al sito del Ministero. In una seconda fase sarà aperto anche alle misure e sovvenzioni di altre amministrazioni centrali o enti territoriali.

CIRF: Biodiversità e specie fluviali a rischio

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BIODIVERSITÀ E SPECIE FLUVIALI A RISCHIO DI ESTINZIONE IN ITALIA: SONO ONLINE LE PRESENTAZIONI E LA REGISTRAZIONE DEL WEBINAR

Venerdì 29 aprile si è tenuto il primo dei 4 webinar del 2022 pensati per migliorare la conoscenza e la gestione dei corsi d’acqua. Gli incontri sono organizzati da CIRF, l’Università di Salerno, l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Salerno.

Il webinar ha visto la partecipazione di Bruno Boz (CIRF) in qualità di moderatore e dei relatori Anna Loy dell’Università del Molise e Elena Tricarico dell’Università di Firenze.

Per chi non avesse potuto partecipare all’incontro, da oggi mettiamo a disposizione, sia le presentazioni scaricabili degli interventi, che il video della giornata, permettendo quindi a chiunque di fruire della formazione anche a webinar concluso.

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CISBA: Ciclo dell'acqua

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Webinar: Ciclo dell'acqua ciclo della vita

Il seminario, che ha affrontato temi di ampia portata, ha messo  l'accento sulla necessità di porre attenzione al recupero dell'acqua di prossimità, in particolare sulla necessità di non allontanare le acque piovane attraverso le canalizzazioni bensì di lasciare che queste ritornino al suolo per partecipare al piccolo ciclo dell'acqua. Ha inoltre sottolineato come sia opportuno ragionare in termini di valutazione della ricaduta dei cambiamenti nel ciclo dell'acqua sul riscaldamento globale. Ha segnalato come, a fronte della tuttora attuale inversione di tendenza rispetto alla gestione ingegneristica delle acque, ancora oggi si risponda con interventi di "sbarramento" in caso di eventi calamitosi originati dalla cattiva gestione delle acque e del territorio mentre la vera soluzione è la corretta pianificazione dell'uso delle une e dell'altro. Ha infine approfondito il rapporto fra suolo, alberi, rocce e ciclo dell'acqua, ponendo l'accento sul ruolo delle ife fungine che collegano le radici degli alberi nel sottosuolo boschivo.

La registrazione del webinar è disponibile al seguente link:

https://www.14dd5266c70789bdc806364df4586335-gdprlock/watch?v=6Z1LB9hlckU

CE: procedura infrazione

2022SpecieInvasiveTUTELA DELLA BIODIVERSITA'

Per rafforzare la prevenzione e la gestione delle specie esotiche invasivea, la Commissione europea procederà giuridicamente nei confronti di 15 Stati Membri. Belgio, Bulgaria, Cechia, Cipro, Francia, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia e Slovenia non hanno infatti elaborato, attuato e comunicato alla Commissione le misure previste dal Reg. n. 1143/2014 per far fronte alle "specie esotiche invasive di rilevanza unionale" più pericolose, ossia quelle che causano all'ambiente e alla salute danni tali da giustificare l'adozione di misure applicabili a livello europeo. Le specie esotiche invasive, una delle cinque principali cause di perdita di biodiversità in Europa e nel mondo, sono animali e piante introdotti in un ambiente naturale in cui normalmente non si trovano in seguito a un intervento umano, accidentale o intenzionale. In Europa rappresentano una grave minaccia per le specie autoctone, con danni per l'economia europea stimati in 12 miliardi di euro l'anno.

Regolamento CE 14143/2014: QUAL È L’OBIETTIVO DEL REGOLAMENTO?

Stabilisce norme volte a prevenire, ridurre al minimo e mitigare gli effetti negativi sulla biodiversità e sui servizi ecosistemici causati dall’introduzione e dalla diffusione di specie esotiche invasive* nell’Unione europea (Unione). Le specie esotiche invasive possono produrre inoltre notevoli effetti negativi sulla salute umana e sull’economia.

PUNTI CHIAVE


Elenco delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale

In data 13 luglio 2016, la Commissione europea ha adottato il primo elenco di specie esotiche invasive di «rilevanza unionale». È entrato in vigore il 3 agosto 2016. Un primo e un secondo aggiornamento dell’elenco sono entrati in vigore rispettivamente il 2 agosto 2017 e il 15 agosto 2019. L’elenco, che è stato redatto sulla base di valutazioni scientifiche dei rischi, viene aggiornato regolarmente e rivisto ogni 6 anni. L’elenco più recente risale al 2019.
Le specie in questo elenco non possono essere intenzionalmente introdotte nel territorio dell’Unione europea, né possono essere tenute, allevate, trasportate verso, da e all’interno dell’Unione, vendute, cresciute o rilasciate nell’ambiente.

Autorizzazioni

Gli Stati membri dell’Unione instaurano un regime di autorizzazione che abiliti gli istituti a svolgere attività di ricerca o conservazione ex situ e uso medico delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale. Per tutti gli altri utilizzi, gli Stati membri che intendono rilasciare autorizzazioni potranno farlo previa autorizzazione della Commissione.
Tali specie esotiche invasive dovranno essere tenute in confinamento e trasportate in condizioni che ne impediscano la fuoriuscita.

Piani d’azione nazionali

Entro tre anni dall’adozione dell’elenco delle specie, ogni Stato membro elabora e attua piani d’azione per trattare i vettori prioritari di diffusione di specie esotiche invasive nel proprio territorio. Ciò al fine di prevenire l’introduzione e la diffusione accidentale di specie esotiche invasive di rilevanza unionale nel loro territorio.

Rilevazione precoce ed eradicazione rapida delle specie esotiche nella fase iniziale dell’invasione

Dopo ogni nuovo rilevamento (prima osservazione o prima osservazione dopo l’eradicazione) di una specie esotica invasiva sul territorio di uno Stato membro o in una parte del suo territorio si genera l’obbligo di eradicazione rapida. L’eradicazione può essere ottenuta con misure letali o non letali.

Misure di gestione di specie esotiche invasive ad ampia diffusione

Entro 18 mesi dall’iscrizione di una specie esotica invasiva nell’elenco dell’Unione, gli Stati membri predispongono misure di gestione per le specie esotiche invasive di cui hanno constatato l’ampia diffusione nel proprio territorio, in modo da renderne minimi gli effetti negativi.
Tali misure possono essere letali o non letali e devono essere proporzionate all’impatto sull’ambiente e adeguate alle circostanze specifiche degli Stati membri.
Ripristino degli ecosistemi danneggiati. Gli Stati membri dovrebbero attuare misure per favorire la ricostituzione di un ecosistema che è stato degradato, danneggiato o distrutto da specie esotiche invasive di rilevanza unionale.

Il ritorno del lupo

LupoPreservare la biodiversità, ripristinare gli ecosistemi e permettere una efficace conservazione della natura, risulta tanto più duraturo quanto più in armonia con le aspettative di sviluppo economico locale.

I grandi predatori svolgono ruoli essenziali negli ecosistemi esercitando un controllo diretto e indiretto del numero di erbivori come anche sugli altri predatori, che a loro volta influenzano vaste reti alimentari. Negli ultimi due secoli, sono stati portati all’estinzione numerose popolazioni di predatori, con successive forti problematiche sull’aumento dei grandi erbivori. In questo contesto, prevenire fin dall’inizio i conflitti tra attività umane e predatori, significa sostenere gli sforzi in tutto il mondo per lo sviluppo di popolazioni vitali di grandi carnivori. Ciò necessita di superfici molto ampie coinvolgendo aree protette e non, dove la mitigazione dei conflitti deve essere basata su metodi partecipativi socialmente accettabili. In particolare sulle Alpi e nelle aree di recente espansione, il ritorno dei grandi predatori è sotto l’attenzione dell’opinione pubblica sia per la novità della recente colonizzazione, le predazioni su animali domestici e le frequenti osservazioni che spesso sono accompagnate sui media da una forte emotività per il ruolo ecologico di questi grandi carnivori. Le grosse “frizioni” che si riscontrano nella human dimension in campo zoologico attualmente misurano in modo significativo, quanto i nostri rapporti con il resto del mondo vivente e dell’ambiente in generale, siano formati più dalla ideologia che non dalla comprensione profonda di cosa effettivamente siano e di cosa significhino. L’antidoto al conflitto sociale che puntualmente si rileva ogni volta che appare una crisi faunistica, pensiamo all’Orso in Trentino, al Lupo o ai Cinghiali in città è la prevenzione e una corretta comunicazione. In particolare la comunicazione gioca un ruolo primario che deve essere quello di creare un nuovo “storytelling faunistico” in grado di stimolare un rapporto con la natura basato su dati oggettivi cioè sulla biologia di questi mammiferi, proposta da personale laureato e professionalmente preparato.

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