EVEBiofactory: Nanolgosomi da microalghe: funzionano come corrieri biologici, trasportando messaggi e molecole da una cellula all’altra. Nuove frontiere nella farmacologia e cosmetologia

Le microalghe che producono “nanoalgosomi”: la nuova frontiera tra farmaci e cosmetici

Piccole, invisibili, ma potentissime. Sono le vescicole extracellulari, minuscole bolle rilasciate da tutte le cellule viventi. Funzionano come corrieri biologici, trasportando messaggi e molecole da una cellula all’altra. Oggi la ricerca italiana ha scoperto che anche le microalghe possono produrne, dando vita a una tecnologia naturale e brevettata che promette di rivoluzionare medicina e cosmetica.

Farmaci più mirati, cosmetici più green

Lo sviluppo di nuovi farmaci è un percorso accidentato: molte molecole falliscono in fase clinica perché troppo tossiche o incapaci di raggiungere il bersaglio giusto. Nel frattempo, l’industria cosmetica è alla ricerca di ingredienti naturali, efficaci e sostenibili. Entrambi i settori condividono la stessa sfida: come veicolare in modo sicuro e mirato i principi attivi.

È qui che entrano in gioco le vescicole extracellulari. A differenza delle nanoparticelle sintetiche, queste “navette naturali” sono biocompatibili, attraversano facilmente le barriere biologiche e possono trasportare molecole molto diverse tra loro, da farmaci a RNA.

La scoperta a Palermo

Le vescicole più studiate finora sono quelle derivate da cellule staminali, ma hanno un difetto: costi eccessivi e poca scalabilità industriale. Per questo i ricercatori hanno cercato nuove fonti.

La svolta è arrivata nei laboratori del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Palermo. Qui, la biologa Antonella Bongiovanni, insieme al suo team, ha dimostrato che anche le microalghe rilasciano vescicole extracellulari. Queste nanoparticelle sono state battezzate nanoalgosomi e si ottengono con un processo innovativo, che isola le vescicole senza danneggiare le colture algali, riutilizzabili più volte. Un approccio quindi rinnovabile e a basso impatto ambientale.

Nanoalgosomi: piccole vescicole dalle grandi potenzialità

Gli studi condotti negli ultimi anni ne hanno messo in luce le caratteristiche:

  • hanno attività antiossidante, antinfiammatoria e fotoprotettiva;

  • sono stabili in ambienti difficili, come variazioni di pH o fluidi biologici;

  • possono essere caricate con farmaci o altre molecole bioattive;

  • mostrano un tropismo naturale per l’osso, aprendo scenari terapeutici inediti.

Dalla ricerca all’impresa

Questi risultati hanno portato a un brevetto internazionale e, nel 2022, alla nascita di EVEBiofactory, spin-off del CNR fondato dalla stessa Bongiovanni. L’obiettivo è chiaro: trasformare i nanoalgosomi in soluzioni concrete.

  • In medicina, come sistemi innovativi di rilascio controllato, soprattutto in dermatologia, oculistica e patologie ossee.

  • In cosmetica, come ingredienti naturali ad alte prestazioni, in linea con la crescente domanda di prodotti green.

Una tecnologia tutta italiana

Se oggi i nanoalgosomi sono ancora in fase di sviluppo preclinico, i risultati già pubblicati sulle principali riviste scientifiche internazionali mostrano un potenziale straordinario. Una tecnologia che nasce da organismi semplici e millenari come le microalghe, ma che potrebbe diventare uno degli strumenti più avanzati della biomedicina e della cosmetica del futuro.

UNIPD: Pubblicata la Expert Recommendation dedicata allo studio della comunicazione tra organelli intracellulari, coordinata da un team di scienziati dell’Università di Padova

L’Università di Padova guida le linee guida internazionali sulla comunicazione tra organelli cellulari

È stata pubblicata su Nature Reviews Molecular Cell Biology la prima Expert Recommendation dedicata allo studio della comunicazione tra organelli intracellulari, coordinata da un team di scienziati dell’Università di Padova: Tito Calì, Marisa Brini, Rosario Rizzuto e Luca Scorrano.

Gli organelli sono le “centraline” delle nostre cellule e la loro corretta comunicazione è cruciale per la salute. Quando questi dialoghi molecolari si interrompono, possono insorgere malattie neurodegenerative, tumori e disturbi metabolici.

Al centro delle linee guida ci sono i Membrane Contact Sites (MCS), punti di contatto attraverso cui gli organelli scambiano ioni, lipidi e metaboliti. La loro analisi standardizzata rappresenta un passo fondamentale per sviluppare farmaci personalizzati e terapie innovative mirate ai difetti di comunicazione cellulare.

«Dopo oltre dieci anni di lavoro sui nostri sensori, possiamo finalmente visualizzare e comprendere come gli organelli interagiscono. Questo apre nuove prospettive per terapie mirate e personalizzate», spiega Tito Calì.

La Expert Recommendation è il frutto di una collaborazione internazionale che ha coinvolto i principali esperti del settore, e segna una pietra miliare per la comunità scientifica globale.

Autori: Tito Calì, Emmanuelle M. Bayer, Emily R. Eden, György Hajnóczky, Benoit Kornmann, Laura Lackner, Jen Liou, Karin Reinisch, Hyun-Woo Rhee, Rosario Rizzuto, Luca Scorrano & Marisa Brini.

Vai all'articolo

Associazioni Ambientaliste: Guida ai Piani Nazionali di ripristino della natura

La legge sul ripristino della natura (NRL), adottata di recente, è l'atto legislativo più significativo in materia di natura nell'UE dall'adozione della Direttiva Habitat nel 1992. Ha un enorme potenziale per riportare in Europa
parte della natura perduta, per proteggerci da eventi meteorologici estremi e per affrontare l'intreccio tra biodiversità e crisi climatica. La legge stabilisce obiettivi giuridicamente vincolanti per gli Stati membri, che
devono ripristinare il 20% delle aree terrestri e il 20% dei mari entro il 2030 e tutti gli ecosistemi che necessitano di ripristino entro il 2050. Include obiettivi specifici per gli ecosistemi terrestri, costieri e d'acqua
dolce, marini, urbani, agricoli e forestali, nonché per le popolazioni di impollinatori.
La legge sul ripristino della natura è uno strumento potente che può migliorare significativamente lo stato degli ecosistemi degradati in Europa. Ha ricevuto un forte sostegno da parte di scienziati, organizzazioni della
società civile, imprese, attivisti e altri. Tuttavia, il successo e l'impatto trasformativo della legge dipendono dalla sua effettiva attuazione da parte degli Stati membri. La legge richiede che gli Stati membri sviluppino e
adottino Piani nazionali di ripristino (PNR) che descrivano dettagliatamente come raggiungere gli obiettivi e gli obblighi della legge. La legge prevede, inoltre, il coinvolgimento di tutti gli attori interessati, comprese le
organizzazioni della società civile, nel processo di pianificazione, per garantire che possano fornire contributi pertinenti.
La redazione di PNR coerenti e ambiziosi è fondamentale per attuare con successo la Legge sul ripristino della natura. Questo rapporto fornisce spunti e indicazioni per orientarsi tra i requisiti legali della legge,
concentrandosi sulla preparazione, la stesura e la finalizzazione dei PNR. Per le fasi da 1 a 3, il rapporto delinea gli elementi principali che gli Stati membri devono includere nei loro piani, insieme a raccomandazioni
su come attuare questi requisiti nel modo più efficiente. Le spiegazioni dettagliate fornite nel rapporto saranno utili alle organizzazioni della società civile, alle autorità degli Stati membri e a tutti gli attori coinvolti
nel processo.

Scarica la guida

CSR: revisione Piano pandemico

La Commissione Salute delle Regioni ha preso  una posizione piuttosto netta nei confronti dell'ultima bozza del Piano Strategico-operativo 2025-2029 elaborato dal Ministero della Salute. Riassumendo i punti principali:


📌 Critiche principali al Piano del Ministero

  1. Eccessiva prolissità e ridondanza: Il documento è ritenuto troppo discorsivo e difficile da consultare. Si chiede una revisione sostanziale per renderlo più sintetico, schematico e fruibile.

  2. Stralcio dell'Allegato 2 (Azioni Regionali): Si propone che questo allegato venga sviluppato in un documento attuativo separato, approvato con Accordo Stato-Regioni, in parallelo a:

    • Definizione degli scenari di impatto (ricoveri, terapie intensive, ecc.)

    • Definizione delle attività sanitarie differibili ed essenziali

    • Standard delle dotazioni organiche

  3. Gestione transitoria: Fino all'approvazione dei documenti attuativi, devono restare in vigore i Piani regionali esistenti, estesi a tutti i virus a potenziale pandemico.

  4. Finanziamenti: È ritenuto fondamentale specificare meglio l'uso dei fondi, in particolare per assunzione di personale nelle strutture regionali dedicate alla preparedness pandemica.

  5. Catena di comando poco chiara: Si evidenzia l’assenza di una struttura decisionale definita, con un elenco generico di attori senza ruoli chiari.

  6. Privacy e scenari non trattati: Il piano non affronta temi cruciali come la gestione della privacy e non propone scenari realistici e coerenti di risposta.


📌 Richieste operative

  • Stralciare anche l’Allegato 3, ritenuto generico e da rielaborare in un documento attuativo.

  • Modificare la sezione E (Azioni nelle fasi operative):

    • Rimuovere le Regioni come “attori responsabili” (possono essere indicate come "coinvolti").

    • Rivedere le tempistiche delle azioni per adeguarle alla realtà operativa.

  • Stipulare un’intesa che posticipi le azioni regionali a un secondo momento, una volta redatti i documenti attuativi concordati.


📅 Prossimi passi

È fissato un incontro tecnico per il 21 maggio, durante il quale verranno discussi nel dettaglio i punti sollevati.

Vedi lettera Commissione salute delle regioni

B2B: quali analisi sui cosmetici

La ricerca cosmetologica: quali sono le analisi possibili sui cosmetici?

Quali sono i claim ammissibili sui cosmetici? Come si supportano a livello analitico? In questa prima parte il talk si propone come una guida per apprendere come progettare prodotti cosmetici che siano adatti ad ottenere successo sul mercato, evitando le insidie in cui ci si può imbattere a livello normativo.

Un viaggio, un cammino per apprendere come progettare il proprio cosmetico in modo che possieda i punti di forza adatti per andare con successo sul mercato.

L’argomento verrà ripreso all’inizio del nuovo anno con la presentazione di casi applicativi ottenuti grazie all’utilizzo di strumentazione Anton Paar.

La parola all’esperta: Barbara Catozzi
00:02:14 Domande frequenti in ambito regolatorio e cosmetico
00:04:05 Strategia di progettazione dei prodotti cosmetici
00:07:59 Comunicazione e claim dei cosmetici
00:10:24 Regolamento per la giustificazione delle dichiarazioni sui prodotti cosmetici
00:22:16 Strumenti analitici rispetto alle analisi da svolgere
00:34:52 Concetto cardine della valutazione di sicurezza 
00:38:14 Benchmark internazionale

Barbara Catozzi: Farmacista, Esperta di Regolatorio, Valutatore della Sicurezza