EU: Come i progetti LIFE lavorano con la natura per le popolazioni

In tutta Europa, i progetti LIFE utilizzano soluzioni basate sulla natura (NbS) per affrontare alcuni dei peggiori impatti dei cambiamenti climatici. Le NbS sono estremamente efficaci nel ridurre i rischi derivanti da inondazioni, tempeste, innalzamento del livello del mare, siccità e incendi boschivi, agendo come barriere naturali e ammortizzatori. Ciò che tutte le NbS hanno in comune, tuttavia, è che lavorano in sinergia con la natura, anziché contro di essa. 

Un nuovo opuscolo del programma LIFE dell'UE, presentato oggi, 24 marzo, in occasione della celebrazione annuale del Patto europeo sul clima "Insieme in azione 2026".Mette in evidenza alcuni dei numerosi progetti LIFE che utilizzano le soluzioni basate sulla natura. Soluzioni basate sulla natura: come LIFE collabora con la natura per le persone Presenta storie di successo e casi di studio provenienti da tutta l'UE.  

In Belgio, ad esempio, LIFE+SCALLUVIA e LIFE SPARC hanno creato 400 ettari di pianure alluvionali naturali per proteggere case e attività commerciali lungo il fiume Schelda. Hanno inoltre riqualificato un prezioso sito Natura 2000 e dato impulso all'economia locale del tempo libero e del turismo. 

Le torbiere assorbono e immagazzinano enormi quantità di gas serra (GHG), eppure solo il 10% delle torbiere dell'UE si trova in buone condizioni ecologiche. I progetti LIFE Peat Restore e LIFE MULTI PEAT hanno ripristinato le torbiere degradate affinché potessero tornare a fungere da serbatoi di carbonio. LIFE Peat Restore ha rivitalizzato 5.300 ettari di torbiere in 10 siti in Estonia, Germania, Lettonia, Lituania e Polonia, mentre LIFE MULTI PEAT ha utilizzato la sua esperienza nella reidratazione di 689 ettari tra Belgio, Germania, Irlanda, Paesi Bassi e Polonia per contribuire allo sviluppo delle politiche europee in materia di torbiere. 

Dune, estuari e praterie di fanerogame marine offrono una protezione naturale contro l'erosione costiera, l'innalzamento del livello del mare e le inondazioni. Nel sud della Spagna, Life Posidonia Andalucia si è concentrata sulla conservazione delle praterie di fanerogame marine che immagazzinano carbonio blu.e proteggere dalle onde di tempesta; LIFECOASTadapt ha sperimentato una varietà di NbS lungo 500 km di costa sabbiosa nella Svezia meridionale; il progetto olandese di ripristino delle dune ha ampliato e ripristinato quasi 190 ettari di dune sabbiose in 3 siti costieri Natura 2000 nei Paesi Bassi; LIFE Baie de l'Aiguillon nella Francia settentrionale ha ripristinato 1.100 ettari di paludi salmastre e 3.700 ettari di distese fangose ​​per fungere da difese contro le inondazioni; e LIFE adapto+ ha testato un metodo standardizzato per le NbS costiere in 15 siti pilota sulla costa atlantica francese. 

La silvicoltura climaticamente intelligente è sempre più importante per proteggere le foreste europee da siccità, malattie, parassiti e incendi. Le soluzioni basate sulla natura (NbS) possono essere utilizzate per gestire le foreste in modo sostenibile, un approccio noto come silvicoltura "più vicina alla natura".(CNF). Il progetto portoghese LIFE LANDSCAPE FIRE , finalista ai LIFE Awards 2025, ad esempio, ha sperimentato la combustione controllata e il pascolo del bestiame per prevenire gli incendi boschivi, mentre in Danimarca, LIFE4Forest ha introdotto l'uso semplificato del CNF in 220 aree forestali per una superficie di 4.850 ettari.  

L'agroecologia e l'agroforestazione sono potenti soluzioni basate sulla natura (NbS) che combinano l'agricoltura sostenibile con la conservazione della natura. In Belgio e nei Paesi Bassi, Farm LIFE ha dimostrato che l'integrazione di alberi, arbusti, colture e animali ha portato a una maggiore biodiversità, a una migliore salute del suolo, a una gestione più efficace della siccità e a maggiori profitti aziendali. Nel frattempo, nel Parco Naturale di Sintra-Cascais, in Portogallo, LIFE ResLand ha collaborato con i proprietari terrieri per introdurre un sistema silvopastorale a basso costo.che controlla in modo naturale la quantità di vegetazione infiammabile. 

I progetti strategici LIFE sono altrettanto importanti per le NbS (Nuove Soluzioni per la Sicurezza), che necessitano di coordinamento e supporto per realizzare appieno il loro potenziale in tutta l'UE. Un esempio è il progetto francese LIFE IP ARTISAN , che ha fornito un kit di strumenti per integrare le NbS e rafforzare la resilienza climatica attraverso il coordinamento nazionale e l'integrazione delle politiche. 

Nonostante richiedano impegno a lungo termine e pazienza, le soluzioni basate sulla natura (NbS) offrono significativi vantaggi ambientali, economici e sociali, come dimostrato dai numerosi progetti LIFE realizzati negli ultimi tre decenni. Altri progetti LIFE di successo, evidenziati in "Soluzioni basate sulla natura: come LIFE collabora con la natura per le persone", includono LIFE WETLANDS4CLIMATE , LIFE PeatCarbon , LIFE IP PAF-WILD ATLANTIC NATURE , Amsterdam Dune , LIFE ADAPT-ALEPPO , LIFE RedBosques Clima , LIFE CLIMATE FOREST , LIFE CLIMARK , LIFE AgroForAdapt , LIFE SILFORE e LIFE-AFaktive .  

Insieme, questi e centinaia di altri progetti LIFE svolgono un ruolo chiave nel sostenere le direttive UE sugli uccelli.Habitatquadro strategico per l'ambiente marino; la strategia dell'UE sulla biodiversità 2030; il Regolamento per il ripristino della natura; il Regolamento sulle specie aliene invasive; il nuovo quadro integrato per la resilienza climatica e la gestione del rischio in Europa; l' Atto sull'economia circolare dell'UE; e ilLegge europea sul clima

Articolo tradotto da: https://cinea.ec.europa.eu/news-events/news/nature-based-solutions-life-2026-03-24_en

 

OBTri: Presentato a Roma l'Albero della vita dei Biologi in un convegno organizzato da FNOB alla presenza del Presidente Sen. D'Anna e dalla Presidente OBTri Dr. Lucia Zanatta

L'Albero della Vita dei Biologi è uno strumento digitale e interattivo ideato dalla Dott.ssa Lucia Zanatta, Presidente dell'Ordine dei Biologi del Triveneto, per orientare studenti e neolaureati nel vasto mondo delle professioni legate alla biologia.
Finalità del Progetto
Presentato ufficialmente in contesti istituzionali come il convegno FNOB a Roma (febbraio 2025) e in eventi più recenti nel marzo 2026, il progetto nasce per:
  • Colmare il gap informativo: Molti laureati tendono a focalizzarsi solo su ambiti noti, come la nutrizione, ignorando oltre 80 tipologie di professioni esistenti.
  • Guidare le scelte: Aiutare i giovani a compiere scelte consapevoli basate su passioni e interessi personali.
  • Valorizzare il ruolo del biologo: Promuovere la figura del biologo come "custode della vita" presso un pubblico generalista.
 

Contenuti e Struttura

L'Albero è strutturato come una mappa interattiva dove ogni elemento ha un significato simbolico e funzionale:
  • Le Foglie: Ogni foglia dell'albero rappresenta una specifica professione o specializzazione.
  • Materiale Multimediale: La mappa è arricchita da video e testimonianze di 78 professionisti ed esperti che descrivono le proprie esperienze e i percorsi necessari per ogni settore.
  • Percorsi di Carriera: Offre strumenti pratici per comprendere come evolversi professionalmente in un settore scientifico in continuo cambiamento.
  • Puoi esercitarti liberamente in questo link https://alberodeibiologi.net/
Il progetto ha visto la collaborazione scientifica del Prof. Fani dell'Università di Firenze e il supporto tecnico della ditta AK per la progettazione digitale.
 

ABV: Nel solco della Laudato si’. Accogliere i limiti – “Il cibo e il suo spreco”. Segui il convegno su you tube

 

Venerdì 6 febbraio, a Padova, presso la casa dei missionari comboniani, si è tenuto il primo incontro del nuovo ciclo “Nel solco della Laudato si’”, intitolato “Accogliere i limiti”. L’iniziativa si inserisce nel terzo anno di un percorso di riflessione che, partendo dalla necessità di cambiare modello di sviluppo, propone ora una strada concreta: riconoscere e accettare i limiti dell’essere umano e della creazione come condizione per un futuro più giusto e sostenibile.

La serata è stata dedicata al tema del cibo e dello spreco alimentare nell’era del cambiamento climatico, affrontato da tre prospettive complementari.
Il Prof. Davide Pettenella ha analizzato i meccanismi di produzione, logistica e consumo del cibo, mettendo in luce dove nascono gli sprechi e quali buone pratiche possono ridurli.
Massimiliano Monterosso ha presentato esperienze concrete di recupero e redistribuzione delle eccedenze alimentari, mostrando come sia possibile costruire reti solidali tra territorio, economia e ambiente.
Infine, la Prof. Francesca Marin ha sottolineato la dimensione etica del problema: limitare gli sprechi non è solo una scelta pratica, ma un vero e proprio atto di cura verso le persone, soprattutto le più fragili, e verso il pianeta.

A fare da filo conduttore all’incontro è stato anche il pensiero di papa Francesco, che già nel 2015 ricordava come il problema della fame non sia la mancanza di cibo, ma l’inequità, cioè un’ingiusta disuguaglianza generata da un sistema economico che privilegia il profitto e la speculazione. Senza affrontare queste cause strutturali, ha ricordato il Papa, non è possibile risolvere davvero il problema.

Accogliere i limiti, dunque, significa ridare misura ai nostri consumi, riconoscere che non possiamo continuare a sfruttare persone e risorse come se fossero infinite. Come ha spiegato padre Gaetano Montresor, questo terzo anno del percorso invita a darsi dei limiti non per rinunciare al benessere, ma per vivere meglio tutti, in modo più equo e rispettoso del Creato.

Guarda gli interventi della serata su you tube

Il cammino proseguirà nei prossimi mesi con altri tre incontri dedicati all’acqua, all’energia e al legame tra salute umana e salute dell’ambiente, continuando a intrecciare riflessione, etica e responsabilità concreta.

PROGRAMMA DEI PROSSIMI INCONTRI

Venerdì 20 marzo 2026 – Effetto del cambiamento climatico sulle risorse idriche: come proteggerle e come proteggerci
Venerdì 17 aprile 2026 – Consumi energetici e clima. L’impatto del digitale
Venerdì 22 maggio 2026 – Cura della persona e salvaguardia dell’ambiente in ottica One Health

 

UNESCO: Confronto tra i fiumi Brenta, Piave e Tagliamento, per analizzare le principali criticità ambientali, sociali e gestionali legate alla regolazione dei deflussi. Possibilità di scaricare le registrazioni

La Fondazione Benetton e l’UNESCO Chair Water, Heritage and Sustainable Development dell’Università Ca’ Foscari di Venezia hanno promosso una giornata di studio dedicata al confronto tra i fiumi Brenta, Piave e Tagliamento, con l’obiettivo di analizzare le principali criticità ambientali, sociali e gestionali legate alla regolazione dei deflussi nei bacini idrografici del Nordest italiano. L’incontro, svoltosi a Treviso il 27 novembre scorso presso Palazzo Bomben, prende in esame tre casi emblematici — il progetto di un invaso nella valle del Vanoi, le casse di laminazione nel medio corso del Piave e gli interventi di regimazione del Tagliamento — che da anni alimentano un acceso dibattito pubblico.

Tali interventi vengono interpretati come espressione di visioni progettuali ancora ancorate a modelli vetero-modernisti, ritenuti inadeguati ad affrontare la complessità dei sistemi fluviali e incapaci di confrontarsi in modo costruttivo con le alternative sviluppate in ambito tecnico-scientifico. Inoltre, queste impostazioni risultano poco sensibili ai profondi cambiamenti imposti dagli attuali scenari globali, in particolare quelli legati alla crisi climatica e alla crescente fragilità degli ecosistemi.

Nel contesto del Nordest italiano, la necessità di garantire la sicurezza idraulica si scontra con le conseguenze di decenni di urbanizzazione incontrollata, caratterizzata dalla diffusione insediativa e da un’elevata impermeabilizzazione dei suoli. Questi processi hanno aggravato il rischio idraulico e generato non solo problemi materiali, ma anche rilevanti effetti sociali e psicologici sulle popolazioni residenti, sempre più esposte a situazioni di incertezza e paura. Tale disagio si riflette in una crescente mobilitazione civica e in proteste contro decisioni percepite come calate dall’alto e poco condivise.

La giornata di studio si propone quindi di stimolare una riflessione critica sulla cosiddetta “violenza infrastrutturale”, concetto elaborato da Veronica Strang, e di individuare percorsi progettuali alternativi capaci di coniugare sicurezza idraulica, tutela ambientale e partecipazione democratica. Al centro della discussione vi è il riconoscimento di una cittadinanza idraulica sempre più consapevole, il cui coinvolgimento è considerato essenziale per una gestione sostenibile e condivisa dei territori fluviali.

E' possibile vedere tutte le registrazioni degli interventi al seguente link