ABV: Convegno "Il futuro dell'acqua - principi di tutela": sintesi e slide

Il seminario di giovedì 27 novembre è stato un’ottima occasione per fare il punto della situazione sugli strumenti utili da adottare nella tutela della risorsa idrica. Una panoramica sullo stato delle acque sotterranee e superficiali è stat esposta dal dr Gianluca Girardi dell’Arpav. Nel “Rapporto 2024” dedicato alle acque superficiali (fiumi e laghi) del Veneto si evidenzia che, in generale, la qualità è “buona” per la maggior parte dei corsi d’acqua, in particolare nelle zone alpine e prealpine. Anche per i laghi veneti, la qualità risulta mediamente “buona”, secondo il monitoraggio ARPAV. Gli indicatori analizzati comprendono: stato trofico, sostanze chimiche prioritarie e non, elementi biologici (macroinvertebrati, macrofite, fauna ittica, diatomee / fitoplancton nei laghi), stato morfologico per alcuni fiumi. Le criticità maggiori riguardano alcuni fiumi di pianura, dove si riscontrano superamenti dei parametri di riferimento a causa di: nutrienti (es. nitrati), fitosanitari, sostanze PFOS/PFAS, legati all’antropizzazione del territorio.

Il prof. Alberto Barausse ha evidenziato quanto il regolamento sul ripristino degli ecosistemi sia importante per proteggere la risorsa idrica e garantire innumerevoli servizi alla collettività. Si tratta di un regolamento dell’Unione Europea — approvato formalmente il 17 giugno 2024 — che per la prima volta stabilisce obblighi vincolanti per il ripristino degli ecosistemi degradati su tutto il territorio dell’UE. È parte integrante della strategia per la biodiversità e del pacchetto del European Green Deal: non si limita a proteggere la natura, ma punta a ripristinarla. Gli obiettivi:

  • Entro 2030: restaurare almeno il 20% degli habitat terrestri e marinie dell’UE.
  • Entro 2050: intervenire su tutti gli ecosistemi che necessitano di rinaturalizzazione.
  • Obiettivi specifici includono: ripristino di habitat degradati; miglioramento della biodiversità; conservazione dei pollinatori (api, farfalle, ecc.); aumento di aree verdi urbane; riforestazione; ripristino di corsi d’acqua.

Infine il dr Giustino Mezzalira ha illustrato le competenze dei Consorzi di Bonifica e il ruolo che questi enti potrebbero svolgere nella tutela ambientale adottando le giuste metodologie e gli opportuni riferimenti. La rinaturalizzazione fluviale è l’insieme di interventi che mirano a riportare un corso d’acqua verso condizioni più naturali, migliorando il funzionamento ecologico dell’ecosistema fluviale. I benefici includono più biodiversità, migliore qualità dell’acqua, minori rischi idraulici e un paesaggio più ricco e funzionale. Questo obiettivo può essere mantenuto con la manutenzione gentile di canali e fossi irrigui che cerca di conciliari le esigenze agricole e di sicurezza idraulica con la tutela ecologica.
Prevede interventi meno invasivi rispetto alla manutenzione tradizionale, tra cui:

  • Taglio selettivo della vegetazione (non totale, non simultaneo su entrambe le sponde)
  • Pulizia parziale del fondo solo dove serve (evitando l’asportazione completa dei sedimenti)
  • Conservazione di rifugi e microhabitat per fauna acquatica e anfibi
  • Interventi programmati nei periodi meno sensibili dal punto di vista ecologico
  • Riduzione di escavazioni eccessive e delle spianature uniformi delle sponde

L’obiettivo è mantenere l’efficienza idraulica dei canali irrigui senza eliminarne il valore ecologico, favorendo biodiversità e servizi ecosistemici (autodepurazione, ritenzione idrica, corridoi ecologici).

Slide relazione Dr. Girardi (ARPAV) Lo stato di qualità delle acque del Veneto

Slide relazione: Prof. Barausse (UNIPD) La Nature Restoration Law e gli interventi di ripristino

Slide relazione : Dr. Mezzalira (Ass. Acqua Agricoltura Ambiente) Il ruolo dei consorzi di bonifica nell'applicazione della Nature Restoration Law