UNESCO: Confronto tra i fiumi Brenta, Piave e Tagliamento, per analizzare le principali criticità ambientali, sociali e gestionali legate alla regolazione dei deflussi. Possibilità di scaricare le registrazioni

La Fondazione Benetton e l’UNESCO Chair Water, Heritage and Sustainable Development dell’Università Ca’ Foscari di Venezia hanno promosso una giornata di studio dedicata al confronto tra i fiumi Brenta, Piave e Tagliamento, con l’obiettivo di analizzare le principali criticità ambientali, sociali e gestionali legate alla regolazione dei deflussi nei bacini idrografici del Nordest italiano. L’incontro, svoltosi a Treviso il 27 novembre scorso presso Palazzo Bomben, prende in esame tre casi emblematici — il progetto di un invaso nella valle del Vanoi, le casse di laminazione nel medio corso del Piave e gli interventi di regimazione del Tagliamento — che da anni alimentano un acceso dibattito pubblico.

Tali interventi vengono interpretati come espressione di visioni progettuali ancora ancorate a modelli vetero-modernisti, ritenuti inadeguati ad affrontare la complessità dei sistemi fluviali e incapaci di confrontarsi in modo costruttivo con le alternative sviluppate in ambito tecnico-scientifico. Inoltre, queste impostazioni risultano poco sensibili ai profondi cambiamenti imposti dagli attuali scenari globali, in particolare quelli legati alla crisi climatica e alla crescente fragilità degli ecosistemi.

Nel contesto del Nordest italiano, la necessità di garantire la sicurezza idraulica si scontra con le conseguenze di decenni di urbanizzazione incontrollata, caratterizzata dalla diffusione insediativa e da un’elevata impermeabilizzazione dei suoli. Questi processi hanno aggravato il rischio idraulico e generato non solo problemi materiali, ma anche rilevanti effetti sociali e psicologici sulle popolazioni residenti, sempre più esposte a situazioni di incertezza e paura. Tale disagio si riflette in una crescente mobilitazione civica e in proteste contro decisioni percepite come calate dall’alto e poco condivise.

La giornata di studio si propone quindi di stimolare una riflessione critica sulla cosiddetta “violenza infrastrutturale”, concetto elaborato da Veronica Strang, e di individuare percorsi progettuali alternativi capaci di coniugare sicurezza idraulica, tutela ambientale e partecipazione democratica. Al centro della discussione vi è il riconoscimento di una cittadinanza idraulica sempre più consapevole, il cui coinvolgimento è considerato essenziale per una gestione sostenibile e condivisa dei territori fluviali.

E' possibile vedere tutte le registrazioni degli interventi al seguente link