ONB: riaperte le scuole di specializzazione per Biologi

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Con la pubblicazione del Decreto, gli atenei italiani dovranno avviare le procedure affinché le scuole di specializzazione per i biologi vengano riaperte già a partire dall’anno accademico 2015/2016.

«Finalmente, dopo mesi di duro lavoro, il Consiglio dell’Ordine ha raggiunto uno dei traguardi più importanti per la categoria – racconta Ermanno Calcatelli, presidente dell’Ordine Nazionale dei Biologi -. I biologi e i professionisti non medici vedranno ripristinato il loro diritto allo studio e alla formazione. Come sempre – prosegue Calcatelli – il mio ringraziamento va a chi mi ha coadiuvato in questo percorso, ossia i colleghi della commissione “Specializzandi” dell’ONB e del dottor Alberto Spanò, Responsabile Nazionale Settore Dirigenza Sanitaria dell’Anaao (Associazione medici e dirigenti del SSN). Ora il Consiglio dell’ONB si adopererà affinché anche i biologi possano veder finanziate le borse di studio».

Decreto Interministeriale n. 716 del 16 settembre 2016 sul “Riordino delle Scuole di specializzazione ad accesso riservato ai non medici.

Sabatini ter: domanda e incentivi PMI

Dal 2 maggio 2016 è possibile presentare domanda per fruire delle agevolazioni della Nuova Sabatini rivolte alle piccole e medie imprese che effettuano investimenti in nuovi macchinari, impianti e attrezzature. Nuova in ogni senso, poiché rispetto al passato ha visto l’estensione dei finanziamenti anche ai fondi non vincolati alla provvista di Cassa Depositi e Prestiti. La Circolare MiSE n. 26673 del 23 marzo 2016 ha fissato termini e modalità di presentazione delle istanze. Vediamo nel dettaglio come accedere al finanziamento.

Nuova Sabatini: guida completa e domanda di finanziamento

Istituita con l’articolo 2 del Dl 9/2013 (Decreto del Fare), la Nuova Sabatini  concede un finanziamento a micro imprese e PMI da parte di banche e intermediari, nonché un contributo MiSE rapportato agli interessi calcolati sui finanziamenti. La Legge di Stabilità 2015 ha fissato a 5 miliardi di euro il plafond di Cassa Depositi e Prestiti mentre lo stanziamento per il contributo MiSE, relativo agli anni 2014-2021 è pari a 385,8 milioni di euro.

L’agevolazione riguarda l’acquisto, anche in leasing, di impianti, macchinari, beni strumentali e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo nonché investimenti in hardware, software e tecnologie digitali. I beni strumentali devono presentare una autonomia funzionale oppure possono integrare con nuovi moduli l’impianto o il macchinario già esistente introducendo una nuova funzionalità nell’ambito del ciclo produttivo dell’impresa. In ogni caso l’investimento non può riguardare beni che costituiscono mera sostituzione di beni esistenti.

Gli investimenti devono essere avviati successivamente alla data della domanda di accesso ai contributi e conclusi entro 12 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento., a fronte del quale il Ministero concede un contributo in conto impianti, pari all’ammontare degli interessi calcolati in via convenzionale su un finanziamento al tasso d’interesse del 2,75% della durata di 5 anni e importo equivalente al finanziamento concesso. La concessione del finanziamento – che può essere assistita dalla garanzia del Fondo centrale fino all’80% - deve essere:

  • deliberato entro il 31 dicembre 2016;
  • a copertura del 100% degli investimenti;
  • di durata massima, compreso preammortamento o prelocazione non superiore a 12 mesi, di 5 anni decorrenti dalla stipula del contratto di finanziamento o dalla consegna del bene in caso di leasing;
  • deliberato per un valore compreso tra 20.000 e 2 milioni di euro, anche frazionato in più iniziative di acquisto;
  • erogato in soluzione unica, entro 30 giorni dal contratto di finanziamento o consegna del bene in leasing.

Finanziamenti alle imprese: Guida UE per PMI

Guida della Commissione UE per i finanziamenti alle imprese 2014-2020: tipologie di prestiti, regole generali di trasparenza e partecipazione, programmi per le PMI.

Come fare domanda per accedere ai finanziamenti alle imprese da parte della UE, quali sono i bandi aperti e i programmi disponibili, tutte le informazioni su requisiti, procedure, politiche europee a favore delle PMI: è tutto contenuto nella Guida dell’Unione Europea dedicata ai finanziamenti 2014-2020. Un utile strumento di consultazione rivolto principalmente a chi intende accedere per la prima volta ai fondi UE (“A beginner’s guide to EU funding“), ma utile anche a chi ha già avuto precedenti esperienze, con sezioni dedicate in particolare a PMI, ONG (organizzazioni non governative), giovani, ricercatori, soggetti pubblici.

Scarica gratuitamente la guida semplificata al link: http://www.pmi.it/economia/finanziamenti/whitepaper/105320/i-finanziamenti-dellunione-europea.html

Tipologie di finanziamenti UE

Le principali tipologie di finanziamenti sono le sovvenzioni dirette (grants) e i contratti pubblici (public contracts). Le sovvenzioni sono assegnate per progetti specifici, generalmente accessibili attraverso una “call for proposals“. Spesso si tratta di un co-finanziamento, che non copre interamente il costo del progetto. I contratti pubblici funzionano invece tramite gare d’appalto, per la fornitura di beni o servizi per il funzionamento dei programmi europei, e possono quindi finanziarie studi e ricerche, assistenza tecnica, formazione, consulenze, organizzazione di eventi, fornitura di equipaggiamenti. Ci sono poi altre possibili forme di finanziamento, come prestiti alle imprese, garanzie e premi.

La Commissione UE svolge sempre un compito di supervisione e monitoraggio, ma l’80% dei finanziamenti viene poi assegnato alle singole imprese e attività dagli stati membri. La prima cosa da fare per chi intende chiedere un finanziamento, quindi, è informarsi bene sugli interventi disponibili e seguire le relative procedure, che devono sempre essere orientate alla massima trasparenza.

Finanziamenti europei per PMI

Ecco infine i principali strumenti di finanziamenti alle imprese rivolti in particolare alle PMI nel periodo 2014-2020:

  • Programma COSME (Competitiveness of Enterprises and Small and Medium-sized Enterprises): garanzie sui prestiti e partecipazione al capitale di rischio;
  • Trasporti, Energia e ICT: finanziamenti a progetti compresi nel programma CEF (Connecting Europe Facility);
  • Horizon 2020: finanziamenti per la ricerca e l’innovazione in ambito industrial leadership, riduzione emissioni (Sustainable Industry Low Carbon scheme, “SILC II”), sfida energetica (Secure, clean and efficient Energy), ambiente (Climate action, environment, resource efficiency and raw materials, clima, ambiente, efficienza energetica e materie prime);
  • SME instrument: finanziamenti per l’innovazione delle PMI fino a 2,5 milioni di euro.

Per finanziare progetti di sviluppo all’interno dell’Europa, l’Unione Europea ha creato e gestisce il Fondo strutturale e il Fondo di coesione i cui principali obiettivi sono la riduzione delle disparità regionali in termini di ricchezza e benessere, l’aumento della competitività e dell’occupazione e il sostegno della cooperazione transfrontaliera. Esistono due fondi strutturali originari:

  • Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) istituito nel 1975: finanzia la realizzazione di infrastrutture e investimenti produttivi in grado di generare occupazione.
  • Fondo Sociale Europeo (FSE) istituito nel 1958: favorisce l’inserimento professionale dei disoccupati e di specifiche categorie sociali tramite il finanziamento di azioni di formazione.

Liberi professionisti: possibilità di accesso ai fondi europei

La Legge di Stabilità recepisce direttive UE ed equipara i liberi professionisti alle PMI nell'accesso ai fondi europei: soddisfazione di Confprofessioni.

I liberi professionisti sono equiparati alle imprese nell’accesso ai fondi europei: lo prevede il comma 475 del maxiemendameto alla Legge di Stabilità approvato in Senato, che recepisce una direttiva europea. In pratica, possono accedere come le PMI ai piani operativi regionali e nazionali dei fondi sociali europei (FSE) e del fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), che rientrano nella programmazione 2014-2020.

I liberi professionisti, spiega la norma, sono «equiparati alle PMI come esercenti attività economica, a prescindere dalla forma giuridica rivestita», in base a quanto previsto dalla Raccomandazione della Commissione UE 6 maggio 2013/361/CE, dal Regolamento UE 1303/2013, e dalle Linee d’azione per le libere professioni del Piano d’azione Imprenditorialità 2020.

I fondi vengono erogati direttamente, oppure attraverso Stati e Regioni. La norma inserita in Legge di Stabilità rende coerente la legislazione italiana con le direttive comunitarie, superando le interpretazioni diverse su base regionale (che in alcuni casi chiedono, per l’accesso ai fondi, l’iscrizione alla Camera di Commercio). Soddisfazione viene espressa da Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni, secondo il quale l’equiparazione fra professionisti e PMI:

«è un risultato storico, per sbloccare ingenti risorse a favore de­gli studi professionali», che consentirà «a tutti i professionisti, nessuno escluso, di poter accedere a risorse indispensabili per far crescere un settore economico strategico per lo sviluppo economico e sociale del Paese», superando «atteggiamenti ambigui e non uniformi a livello regionale», ovvero evitando la possibilità di escludere i liberi professionisti dai Piani operativi regionali e nazionali della programmazione 2014/2020 dei fondi strutturali europei».