La Legge di Bilancio 2019, attualmente in approvazione in Parlamento, prevede anche l’ampliamento della platea dei destinatari di Resto al Sud e l’innalzamento dell’età per accedere all’incentivo gestito da Invitalia per favorire la nascita di nuove imprese nel Mezzogiorno: i finanziamenti potranno essere richiesti anche dai liberi professionisti e dagli under 46 (non più under 36).
L’incentivo Resto al Sud è dedicato ai giovani che vogliono restare o tornare nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia e concede loro agevolazioni a copertura del 100% delle spese: 35% di fondo perduto e 65% di finanziamento bancario garantito dal Fondo di garanzia per le PMI e coperto, per gli interessi, da un altro contributo. L’importo va da 50.000 euro per le iniziative presentate da un unico soggetto a 200.000 euro per le ipotesi di associazione tra più soggetti.
Info al sito PMI

Sono 50 i profili ad alto rischio elusivo individuati dalla Guardia di Finanza tra i lavoratori autonomi, per un totale di 1.790 partite IVA tra professionisti ed artisti che verranno messi sotto la lente del Fisco per sospetta evasione fiscale. Si tratta in particolare di contribuenti che nel periodo 2013-2016 hanno omesso di presentare sia la dichiarazione dei redditi che la dichiarazione IVA, per almeno un’annualità in cui hanno percepito importo superiore a 50 mila euro certificati dai sostituti d’imposta.
Secondo le previsioni contenute nella circolare della Guardia di Finanza (protocollo n. 0097540/2018), la campagna di controlli mirati su questi profili ad alto rischio elusivo dovrebbe essere portata a termine da parte della GdF entro il 1° marzo 2019.

Al via il bando per assegnare 560 milioni di euro a progetti nei tre settori innovativi Fabbrica Intelligente, Agrifood, Scienze della Vita. Gli incentivi del ministero (Sviluppo economico) sono destinati anche alle PMI per iniziative di ricerca e sviluppo che ricadono nelle tre categorie sopra riportate, da presentarsi anche in forma congiunta. L’agevolazione consiste in un contributo diretto alla spesa sostenuta oppure in un finanziamento agevolato.
Il riferimento è il Dm 5 marzo 2018. L’incentivo riguarda progetti di ricerca industriale o di sviluppo sperimentale, per la realizzazione di prodotti, processi o servizi o per il loro miglioramento, attraverso specifiche tecnologie abilitanti ricomprese nei tre settori ed elencate nell’allegato 1 del decreto.
I progetti fino a 5 milioni di euro ricevono il 20% della spesa con finanziamento agevolato e un contributo diretto che dipende dalla dimensione dell’impresa.
Le risorse sono assegnate in base a tre diversi fattori, nella seguente misura:
1- suddivisione territoriale: 287,6 milioni di euro alle regioni meno sviluppate (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia), 100 milioni di euro alle Regioni in transizione (Abruzzo, Molise e Sardegna) e 175,1 milioni di euro per le altre;
2- per settore applicativo: 225,1 milioni di euro rispettivamente al settore “Fabbrica intelligente” e Agrifood, e 112,5 milioni di euro al settore Scienze della vita;
3- per procedura: 395,7 milioni di euro per la procedura negoziale e 167,0 per la procedura a sportello.
Si attendono ora gli ultimi provvedimenti applicativi, con le informazioni sulla presentazione delle domanda e le relative scadenze.

Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del cosiddetto decreto Dignità (Decreto n.87 /2018) cambiano le regole per l’applicazione dell’IVA alle fatture emesse nei confronti della PA, avendo l’articolo 12 del provvedimento cancellato lo split payment.
Per compensare le mancate entrate immediate per lo Stato, derivanti dal versamento dell’IVA da parte dell’acquirente, l’articolo del decreto Dignità che cancella la scissione dei pagamenti contiene anche uno stanziamento finanziario che vada a coprire tale ritardo con il quale l’imposta verrà restituita all’Erario. Si tratta in particolare di 35 milioni di euro per l’anno 2018, 70 milioni di euro per l’anno 2019 e 35 milioni di euro per l’anno 2020.
Le novità del decreto Dignità si applicano alle operazioni per le quali viene emessa fattura successivamente alla data di entrata in vigore del decreto stesso, quindi a partire dal 14 luglio 2018.
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