CE: Norme tecniche imballaggi plastica riciclata

ImballaggiAlimentari2022

IMBALLAGGI ALIMENTARI: NUOVE NORME UE PER L'USO DI PLASTICA RICICLATA

Al fine di favorire l’incremento di plastica riciclata negli imballaggi in linea con gli obiettivi europei di transizione ecologica, il nuovo Regolamento (Reg. UE 2022/1616) introduce norme più chiare per garantire che nell'UE la plastica riciclata possa essere utilizzata in modo sicuro - dal punto di vista chimico e microbiologico - negli imballaggi alimentari.

La plastica riciclata, infatti, proviene in gran parte dai rifiuti domestici e può essere contaminata in diversi modi. Se tale contaminazione non venisse rimossa, potrebbe finire negli alimenti ed essere dannosa per la salute umana.

Il Regolamento, quindi, stabilisce le regole applicabili al processo di fabbricazione della plastica con contenuto riciclato, per garantire che il processo di decontaminazione renda la plastica sicura. A tal fine, richiede all'EFSA di valutare i processi di riciclaggio per verificare che siano in grado di produrre plastica sicura e che i processi siano quindi autorizzati. Inoltre, stabilisce le regole applicabili al controllo di qualità della plastica riciclata.

Il provvedimento aiuterà l'industria del riciclo a stabilire modalità adeguate per riciclare la plastica che attualmente non può essere riutilizzata come imballaggio alimentare. L'EFSA disporrà inoltre di una base più chiara per valutare l'idoneità delle tecnologie di riciclo e la sicurezza della plastica riciclata negli imballaggi alimentari fabbricati con processi che utilizzano tali tecnologie.

Il regolamento consentirà il rilascio di autorizzazioni individuali per oltre 200 processi di riciclo meccanico del PET (polietilene tereftalato), il che aiuterà l'industria a raggiungere l'obiettivo vincolante, previsto dalla Direttiva SUP, del 25% di plastica riciclata nelle bottiglie per bevande in PET entro il 2025.

Il nuovo regolamento istituisce anche un registro pubblico dei processi di riciclo, dei riciclatori e degli impianti di riciclo che rientrano nel suo ambito di applicazione, garantendo così un maggiore livello di trasparenza.

Il Regolamento, che entrerà in vigore il 10 ottobre 2022.

Ulteriori e più dettagliate informazioni sono disponibili nel sito della Commissione europea al seguente indirizzo: https://food.ec.europa.eu/safety/chemical-safety/food-contact-materials/plastic-recycling_it.

ONB: Incontro con il ministro Speranza

LogoONB

Strategia One Health. I biologi protagonisti della sanità integrata. Incontro dei biologi con il Ministro della Salute, Roberto Speranza. Napoli, 14 settembre 2022

Guarda il video

CE: Nuovi alimenti nella UE

logo itNUOVI CIBI: IL GRILLO DOMESTICO 

La Commissione europea ha autorizzato la commercializzazione dei grilli domestici (Acheta domesticus) come nuovo alimento nell'UE. È il terzo insetto approvato al consumo dopo le precedenti autorizzazioni rilasciate per il verme giallo essiccato e per la locusta migratrice.Il grillo domestico sarà disponibile nella sua interezza congelato o essiccato e in polvere. L'autorizzazione arriva dopo una rigorosa valutazione dell'EFSA che ha concluso che "il consumo di questo insetto è sicuro per gli usi presentati dalla società richiedente".

I prodotti contenenti questo nuovo alimento saranno etichettati in modo appropriato per segnalare eventuali potenziali reazioni allergiche. Negli ultimi anni, l'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura ha ribadito che gli insetti sono una fonte di cibo nutriente e salutare con un alto contenuto di grassi, proteine, vitamine, fibre e minerali. Inoltre, gli insetti costituiscono una parte sostanziale della dieta quotidiana di centinaia di milioni di persone in tutto il mondo. Nel contesto della strategia Farm to Fork, gli insetti sono anche identificati come una fonte proteica alternativa che potrebbe facilitare il passaggio a un sistema alimentare più sostenibile. Per saperne di più: https://bit.ly/3sMMrr0

UNI: Professionisti della sostenibilità

sostenibilitàAd oggi non esiste uno specifico ed univoco percorso di formazione per chi si occupa, a livello professionale, di sostenibilità; così come non esiste uno specifico percorso da seguire per quanto riguarda il mantenimento, l’aggiornamento e l’evoluzione delle competenze necessarie a svolgere tale attività.
A cercare di qualificare e regolamentare queste figure - o quanto meno a promuovere una maggiore consapevolezza sulle loro caratteristiche - ci ha pensato l’UNI, l’Ente Italiano di Normazione; lo scorso 1 giugno, infatti, ha ratificato la prassi di riferimento UNI/PdR 109 suddivisa in due parti:

UNI/PdR 109.1:2021 Attività professionali non regolamentate: profili professionali nell’ambito della sostenibilità – Parte 1: Sustainability manager, Sustainability Practitioner – Requisiti di conoscenza, abilità, responsabilità e autonomia;
UNI/PdR 109.2:2021 Attività professionali non regolamentate: profili professionali nell’ambito della sostenibilità – Parte 2: Sustainability & CSR Auditor, SDG Action Manager, SDG User – Requisiti di conoscenza, abilità, responsabilità e autonomia.
Partendo da una identificazione preliminare dei compiti e delle attività specifiche per ciascuna figura professionale, la prassi definisce i requisiti relativi alle attività professionali non regolamentate nell’ambito della sostenibilità e della responsabilità sociale d’impresa.
La prassi UNI/PdR 109 va ad aggiungersi ad altre già in vigore in ambito Corporate Social Responsibility (CSR), tra cui:

UNI/PdR 18:2016“Responsabilità sociale delle organizzazioni - Indirizzi applicativi alla UNI ISO 26000”;
UNI/PdR 51:2018“Responsabilità sociale nelle Micro e Piccole Imprese (MPI) e nelle imprese artigiane, ovvero imprese a valore artigiano - Linee guida per l'applicazione del modello di responsabilità sociale secondo UNI ISO 26000”;
UNI/PdR 49:2018“Responsabilità sociale nel settore delle costruzioni - Linee guida all'applicazione del modello di responsabilità sociale UNI ISO 26000”.
Le prassi di riferimento UNI identifica cinque profili, in base a diversi livelli di seniority, responsabilità e autonomia e al contesto in cui opera ciascun professionista:

Sustainability Manager: figura manageriale che sviluppa, gestisce e monitora il piano strategico di sostenibilità dell’organizzazione, in un’ottica di creazione del valore sul lungo periodo, sia per gli azionisti (shareholder) che per gli stakeholder rilevanti. Una figura in grado di orientare il business model e coinvolgere tutta la value chain in un’ottica di sviluppo sostenibile;

Sustainability Practitioner: supporta operativamente il Sustainability Manager;
Sustainability Auditor (anche CSR Auditor, ESG Auditor): svolge attività di audit nell’ambito della sostenibilità e responsabilità sociale d’impresa;
SDG Action Manager gestisce l’applicazione degli obiettivi SDGs (Agenda ONU 2030) - e attività correlate - all’interno di strutture organizzative;
SDG User è la persona che applica e promuove gli SDGs nell’ambito della società civile, non necessariamente, quindi, all’interno del proprio contesto lavorativo professionale. Sotto questo profilo sono, dunque, compresi non solo i lavoratori in senso lato, ma anche i cittadini e gli studenti, di ogni grado e livello.

Vai al link

ABV: Campagna tesseramento 2022

570logoABV1bisAPPROVATO00

 

Le recenti vicende sanitarie ci stanno colpendo duramente e hanno provocato non pochi problemi economici tra la popolazione. Consci della difficoltà del momento, il Consiglio Direttivo ha deciso che l'iscrizione ad ABV ed il rinnovo del tesseramento per il 2022 sarà di:

  • 10€ per i soci ordinari
  • 5€ per i soci Junior (<32 anni)

questo per dare un segnale ai biologi che ci seguono e continuità al nostro e vostro impegno.

Per le modalità di iscrizione e tesseramento vai alla pagina "Diventa socio".