UNI: Professionisti della sostenibilità

sostenibilitàAd oggi non esiste uno specifico ed univoco percorso di formazione per chi si occupa, a livello professionale, di sostenibilità; così come non esiste uno specifico percorso da seguire per quanto riguarda il mantenimento, l’aggiornamento e l’evoluzione delle competenze necessarie a svolgere tale attività.
A cercare di qualificare e regolamentare queste figure - o quanto meno a promuovere una maggiore consapevolezza sulle loro caratteristiche - ci ha pensato l’UNI, l’Ente Italiano di Normazione; lo scorso 1 giugno, infatti, ha ratificato la prassi di riferimento UNI/PdR 109 suddivisa in due parti:

UNI/PdR 109.1:2021 Attività professionali non regolamentate: profili professionali nell’ambito della sostenibilità – Parte 1: Sustainability manager, Sustainability Practitioner – Requisiti di conoscenza, abilità, responsabilità e autonomia;
UNI/PdR 109.2:2021 Attività professionali non regolamentate: profili professionali nell’ambito della sostenibilità – Parte 2: Sustainability & CSR Auditor, SDG Action Manager, SDG User – Requisiti di conoscenza, abilità, responsabilità e autonomia.
Partendo da una identificazione preliminare dei compiti e delle attività specifiche per ciascuna figura professionale, la prassi definisce i requisiti relativi alle attività professionali non regolamentate nell’ambito della sostenibilità e della responsabilità sociale d’impresa.
La prassi UNI/PdR 109 va ad aggiungersi ad altre già in vigore in ambito Corporate Social Responsibility (CSR), tra cui:

UNI/PdR 18:2016“Responsabilità sociale delle organizzazioni - Indirizzi applicativi alla UNI ISO 26000”;
UNI/PdR 51:2018“Responsabilità sociale nelle Micro e Piccole Imprese (MPI) e nelle imprese artigiane, ovvero imprese a valore artigiano - Linee guida per l'applicazione del modello di responsabilità sociale secondo UNI ISO 26000”;
UNI/PdR 49:2018“Responsabilità sociale nel settore delle costruzioni - Linee guida all'applicazione del modello di responsabilità sociale UNI ISO 26000”.
Le prassi di riferimento UNI identifica cinque profili, in base a diversi livelli di seniority, responsabilità e autonomia e al contesto in cui opera ciascun professionista:

Sustainability Manager: figura manageriale che sviluppa, gestisce e monitora il piano strategico di sostenibilità dell’organizzazione, in un’ottica di creazione del valore sul lungo periodo, sia per gli azionisti (shareholder) che per gli stakeholder rilevanti. Una figura in grado di orientare il business model e coinvolgere tutta la value chain in un’ottica di sviluppo sostenibile;

Sustainability Practitioner: supporta operativamente il Sustainability Manager;
Sustainability Auditor (anche CSR Auditor, ESG Auditor): svolge attività di audit nell’ambito della sostenibilità e responsabilità sociale d’impresa;
SDG Action Manager gestisce l’applicazione degli obiettivi SDGs (Agenda ONU 2030) - e attività correlate - all’interno di strutture organizzative;
SDG User è la persona che applica e promuove gli SDGs nell’ambito della società civile, non necessariamente, quindi, all’interno del proprio contesto lavorativo professionale. Sotto questo profilo sono, dunque, compresi non solo i lavoratori in senso lato, ma anche i cittadini e gli studenti, di ogni grado e livello.

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