ISS: Rapporto Piante geneticamente modificate

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Le biotecnologie potrebbero dare un contributo per il recupero di varietà vegetali a rischio di estinzione. Secondo l’analisi portata avanti dall'Istituto Superiore di Sanità, tutte le piante geneticamente modificate vanno valutate caso per caso.
Il rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità “Piante geneticamente modificate: queste sconosciute?” analizza lo stato attuale delle conoscenze scientifiche su questi organismi, sia per quanto riguarda la sicurezza d’uso che il loro rilascio nell’ambiente.
Secondo l’analisi portata avanti dall’ISS, tutte le PGM vanno valutate caso per caso confrontando tra loro le stesse varietà agrarie di piante prodotte con l’ingegneria genetica, con quelle usate nell’agricoltura convenzionale e nell'agricoltura biologica.
Ad oggi, in letteratura, non si riscontrano effetti negativi per la salute umana derivanti dal consumo di alimenti GM, mentre dal punto di vista dell’impatto ambientale, l’uso di PGM resistenti agli erbicidi ha favorito la nascita di piante infestanti resistenti agli stessi.
A fronte di queste osservazioni, lo studio afferma che la convinzione che esista incompatibilità tra la produzione di alimenti tipici di qualità e la coltivazione di PGM non è del tutto corretta dato che l'uso delle biotecnologie potrebbe dare un contributo decisivo per recuperare varietà vegetali a rischio di estinzione e produrre nuove varietà interessanti dal punto di vista nutrizionale o ambientale.

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