Regione Veneto: Studio esiti contaminazione da PFAS

Comuni PFAS

Sono stati resi pubblici i lavori commissionati dalla giunta della Regione Veneto e relativi allo "Studio sugli esiti materni e neonatali in relazione alla contaminazione da sostanze perfluoroalchiliche (Pfas)"
Il documento, predisposto e consegnato nel mese di settembre 2016 alla regione Veneto, fino a gennaio 2017 non era stato reso pubblico, né consegnato ai consiglieri regionali. La pubblicazione dello stesso è avvenuta solamente in seguito ad alcune recenti indiscrezioni della stampa locale. L'indagine è stata condotta dal «Registro Nascita – Coordinamento Malattie Rare Regione Veneto». 
L'attenzione dello studio è stata rivolta maggiormente al confronto dei dati tra i comuni in cui si è registrata la massima esposizione ai Pfas. L'area maggiormente colpita dall'inquinamento da Pfas riguarda i seguenti comuni delle province di Vicenza e Verona: Albaredo D'Adige, Alonte, Arcole, Asigliano Veneto, Bevilacqua, Bonavigo, Boschi Sant'Anna, Brendola, Cologna Veneta, Legnago, Lonigo, Minerbe, Montagnana, Noventa Vicentina, Poiana Maggiore, Pressana, Roveredo di Gua’, Sarego, Terrazzo, Veronella, Zimella. Inoltre, si sono analizzati anche gli altri comuni in cui si è registrata un'esposizione ai Pfas superiore a quella indicata come limite di sicurezza dall'Istituto superiore di sanità ed i comuni a questi confinanti. Tali dati sono stati confrontati con quelli della regione Veneto presi globalmente e per singole macroaree. 
Dall'esame delle schede di dimissione ospedaliera, considerando la presenza di specifiche patologie, è emerso che le madri dell'area interessata hanno avuto un rischio più elevato di preclampsia (4,46 per cento versus 3,6 per cento) e di diabete gestazionale (5,35 per cento versus 3,13 per cento), maggiore del Veneto nell'insieme, ma anche di tutte le altre aree se considerate separatamente;
Dal 2003 al 2013, nell'area interessata da Pfas, la prevalenza di SGA (piccoli per età gestazionale) è più elevata (3,6 per cento e 3,5 per cento) rispetto a tutte le altre aree indagate e quindi del Veneto (3 per cento e 2,9 per cento). Solo nell'ultimo biennio (dopo l'utilizzo dei filtri per gli acquedotti), nella stessa area, la prevalenza di SGA subisce un decremento, raggiungendo valori sovrapponibili alla media del Veneto (3,1 per cento).
Sul tema è in programma un'interrogazione parlamentare da parte dell'On. Sbrollini che si terrà venerdì 3 febbraio alle 9.30 presso la Commissione Affari Sociali.

Scarica documento "Studio sugli esiti materni e neonatali in relazione alla contaminazione da sostanze perfluoroalchiliche (Pfas)"